I Berluscones, nuova religione di Stato.

In questi giorni di affanno, nel dopo elezioni più assurdo della storia d’Italia, numerose sono le riflessioni che affollano la mia mente: ne ho per Grillo, Bersani, Monti e nei prossimi giorni vergherò la mia tastiera per metterle nero su bianco. Su ciascuna di esse ho raggiunto un certo equilibrio di giudizio tanto che non trovo di nessuna utilità pubblicarle sul mio blog di auto-analisi politica.

Ma c’è una questione che da anni mi arrovella il cervello: Berlusconi e il suo popolo di seguaci. Sterminato e granitico. Invisibile ma potente, come l’aria, che percepisci, magari con la forza di un tornado, solo quando il vento te la spara in faccia.

Su Berlusconi si è scritto di tutto e di più e ciascuno si sarà fatta un’idea tutta sua. La mia sarebbe quella di troppo quindi me la risparmio.

Il vero protagonista dei miei incubi notturni è invece il suo popolo. Milioni, milioni e dico milioni ancora una volta perchè il dato assuma valenza concreta e reale, milioni di persone che instancabili, impassibili, quasi sorde alle sirene non soltanto del resto della società italiana, dei media, della stampa estera, ma soprattutto della propria etica, della morale, del senso dello Stato, continuano a consacrare e riverire il loro Dio in queste enormi cerimonie di massa che sono diventate le nostre elezioni.

Ecco il punto: ho avuto modo di conoscere alcuni elettori PDL. Non sono militanti. Leggono i giornali, ma non gli credono. Guardano i talk-show politici in tv solo se c’è la rissa, altrimenti seguono Gerry Scotti. Parlano di politica solo ripetendo come una preghiera slogan vuoti di significato ma ricolmi di emozioni e aspettative. Sordi a qualunque ragionamento, se messi all’angolo tacciono, dicono “va bene” e sorridono beffardi come Testimoni di Geova che stavolta non ti hanno convinto ma alla prossima citofonata, lo faranno.

Solo così si spiega l’inspiegabile. A un credente non puoi dimostrare nulla con la ragione, la risposta è la fede.

E questo Berlusconi deve saperlo bene, se non perde occasione per miracolose apparizioni (come quella da Santoro), mistiche rivelazioni (1000000 di posti di lavoro, la restituzione dell’IMU), parabole come barzellette e, soprattutto, la difesa della Chiesa (la sua) dall’attacco degli infedeli (i comunisti, i magistrati, o in generale chiunque non professi la loro stessa fede).

Il PDL è la loro religione, Berlusconi il loro Dio. Forse non bisogna combatterli, occorrerà imparare a conviverci. Anche perchè morto un papa, ce ne sarà comunque un altro.

Ratzinger sei avvertito.

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