Una visione per il futuro

Non avevo mai visto “Il Caimano”. L’avevo sempre evitato, rimbalzato dallo stile di recitazione di Moretti, che per qualche ragione intestinale non mi produceva empatia immediata. Ma il tema del film, per ragioni ovvie per chi mi conosce, meritava di essere visto.

Lascio le impressioni sul film ad un futuro e improbabile blog cinefilo. Invece, la frase che mi ha più colpito, fatta uscire dalle labbra del Caimano, recita press’a poco così: “metà del Paese per vent’anni non ha fatto altro che odiarmi”.

Quant’è vero! E quanto è pure vero che la Sinistra Italiana, Come Wile il Coyote alla perenne rincorsa del suo Beep Beep, il successo elettorale e la definitiva consacrazione come forza europea di Governo, ha cavalcato l’odio viscerale degli italiani per questo tragicomico compagno della nostra vita terrena dimenticando completamente di fornire – di fornirci – una nuova visione del domani, del mondo che verrà e che vorremmo; un obiettivo a lungo termine, un faro guida per le nostre vite quotidiane, fatte di lavoro e sacrifici, figli a scuola, piatti in tavola e sporchi in lavastoviglie, ma tutte istintivamente dirette verso quel futuro condiviso e sognato.

Negli anni Cinquanta la necessità di ricostruire il Paese ha unito i nostri nonni.
Negli anni Sessanta e Settanta la necessità di costruire un Paese ha unito i nostri nonni prima, i nostri padri poi. Con scontri generazionali entrati nella leggenda fra le diverse visioni di futuro.
Negli anni Ottanta la visione di un mondo tecnologico, computerizzato e meccanizzato che rivoluzionasse le nostre vite, consentendoci di alienarci dal lavoro, dalla fatica e dai sacrifici per godere appieno del nostro tempo.

Dagli anni Novanta in poi abbiamo perso ogni orientamento. Troppo impegnati a odiarci l’un l’altro, a recriminare scelte sbagliate, a nascondere o cercare di svelare i reciproci ingombranti passati, per capire che senza una Visione del futuro, non c’è nessun Futuro, ma solo un presente biascicato e inconcludente, genesi di una depressione collettiva che è diventata palpabile, ma non irreversibile.

Alla Sinistra Italiana, alla nuova classe dirigente che verrà, chiedo di riunirsi, una sera, una settimana, e confrontarsi apertamente, non per sviscerare strategie politiche per vincere questa o la prossima elezione, ma per dare all’Italia e agli italiani una nuova visione del Futuro. Di riaccendere quel faro che guida le nostre vite e ci fa sentire fieri di aver vissuto uno al fianco dell’altro, una nuova, bella giornata di vita. Inconsciamente felici che quel Futuro, il nostro sogno, sia lontano un giorno di meno.

Annunci

La tua opinione mi interessa:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...