In verità, in verità vi dico…

Ieri ho fatto un sogno; stanotte invece ho avuto un incubo.

Ero all’Università. Il mio professore di Strategia e Politica Aziendale ci stava spiegando come a volte le aziende occupano nicchie di mercato nuove con prodotti solo all’apparenza diversi da quelli distribuiti come primo marchio: ad esempio, diceva, se la propensione al consumo di biscotti di marca diminuisce, e i consumatori si orientano verso prodotti discount, ecco che la Barilla inizia a distribuire prodotti con marchio diverso da Mulino Bianco, posizionati in modo strategico nella mente del consumatore per essere percepiti come adatti al proprio nuovo bisogno.

Aprono una nuova società, studiano un packaging minimale, modificano leggermente gli ingredienti, studiano la migliore strategia di distribuzione, e il gioco è fatto: chi abbandona il Mulino Bianco per la nuova marca di biscotti, in realtà sta ancora inconsapevolmente consumando biscotti del Mulino Bianco. Del Mulino Bianco non ci si libera mai.

Un altro esempio, aggiunse: in un Paese di cui non fece il nome, i vecchi politici si accorsero che il malcontento stava montando negli elettori: la crisi non permetteva di alimentare le clientele come un tempo, il malcostume e la corruzione erano ormai fuori controllo, il giocattolo si stava per rompere. Così presero La Decisione. Presero un tizio il più lontano possibile dalla politica, gli misero addosso un nome e un partito, lo riempirono di insulti, studiarono un nuovo meccanismo di diffusione della comunicazione politica. E il Movimento (così lo chiamarono per distinguerlo dai Partiti tradizionali) ebbe un enorme successo elettorale, cavalcando l’odio e la stanchezza verso il vecchio marciume.

“E com’è finita?” chiese il mio compagno di banco. E il professore continuò. I Nuovi Eletti si comportarono esattamente come gli altri: mangiavano negli stessi ristoranti, vestivano alla stessa maniera, erano bugiardi e inconcludenti. Annunciavano Riforme che non si realizzavano mai, ma sempre per colpa di qualcun altro. Avevano il complesso di persecuzione, per cui tutto quello che dicevano o pensavano era travisato e distorto.

Piano piano, concluse, il popolo cominciò a pensare che, tutto sommato, si stava meglio quando si stava peggio; la crisi piano piano si smorzò e rapidamente come era sorto, altrettanto rapidamente il Movimento perse consensi, fino a sparire.

Tutto tornò come era prima, ma tutto sembrava diverso.

Mi svegliai trafelato e sudato. Non ci si libera mai del Mulino bianco… Non ci si libera mai del Mulino Bianco.

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