Per fortuna non sono #Napolitano

La Pasqua è finita, infatti non sento più le campane. Dopo il mio articolo di ieri, che ha segnato un piccolo successo per il mio blog, con tanti accessi e feedback ricevuti, e altri interventi su altri blog liberi, noto con soddisfazione che i problemi che l’intervento di Napolitano (troppo presto salutato come salvatore della Patria, “ce ne fossero come lui!”) hanno ricevuto l’upgrade di giornali, tv e forze politiche.

A parte l’imbarazzante – imbarazzato – silenzio del PD, il PDL prima e il M5S poi si sono resi conto della fregatura cui andavano incontro. Ma tant’è, a me non interessano affatto i conti particolari di questo o quel partito: mi interessa il rispetto delle regole e la ricerca di una soluzione che possa portarci fuori dallo stallo quanto prima.

La soluzione proposta da Napolitano ha due gravi pecche:
1. E’ inutile;
2. E’ incostituzionale.

Sub 1. Congelare il risultato elettorale, far finta che il governo in carica non sia mai stato sfiduciato (ma nel frattempo le camere sono cambiate!), aggiungere altro tempo perso al già lungo tratto di strada fin qui percorso, passi. Ma la nomina di dieci saggi presidenziali, con il compito di elaborare proposte che mettano d’accordo i partiti (come se i partiti non fossero in grado di farlo da solo, se volessero), ridisegnando finanche l’assetto istituzionale, legge elettorale compresa, in pochi giorni, appare un espediente diretto o al fallimento, o a una lunga gestazione.

Sub 2. Non esiste in alcun punto della Costituzione che Napolitano abbia potere di eleggere una commissione di questo tipo; aggirerà magari l’ostacolo inquandrandoli come “consulenti” del Presidente (una consulenza in Italia non la si nega a nessuno), pagati di tasca sua (cioè nostra). Ma, pure ammesso che riescano velocemente ad elaborare una qualche tipo di proposta, che titolo avrebbe? Il Presidente della Repubblica non può proporre leggi al Parlamento, men che mai emanarne (i D.P.R. sono di emanazione governativa). Si tratterà dunque di un pezzo di carta del tutto inutile, a meno che, magicamente, gli stessi partiti che per 20 anni se le sono dette di tutti i colori senza riuscire a trovare l’accordo nemmeno sul colore delle penne da usare a Montecitorio, magicamente in pochi giorni si conformino tutti con il documento dei “saggi”. Delle due l’una: o questa procedura si rivelerà un’inutile perdita di tempo, o certificherà che per venti anni ci hanno preso per il culo. E allora: W Grillo!

La contrarietà alla Costituzione, e alla prassi costituzionale per la formazione di un Governo, si rivela anche in considerazione del fatto che dal 1948 ad oggi la formazione del Governo è stato atto affidato alle forze politiche. Non dimentichiamo che per cinquant’anni abbiamo avuto in Italia una legge proporzionale che non consentiva l’elezione di una maggioranza certa. La maggioranza doveva essere trovata in Parlamento. A questo fine il Capo dello Stato affida ad un esponente indicato da una delle forze rappresentate l’incarico (che non a caso si definisce esplorativo) per verificare se intorno ad un programma di governo riesce a calamitare l’appoggio di tanti parlamentari quanti ne servono per garantirgli la fiducia.

Fin qui Napolitano si è limitato ad affidare l’incarico al maggior partito italiano, che ha condotto delle consultazioni, le quali non si sono rivelate fruttuose, ma hanno messo in evidenza una possibile uscita dalla crisi (di governo). La dirigenza PD, per ragioni tutt’altro che incomprensibili, viene ritenuta inaffidabile, quindi non meritevole di fiducia dal M5S. Per contro, lo stesso M5S ha chiesto che venga incaricato di tentare la formazione di un governo, possibile sulla base programmatica del PD che non è mai stata contestata.

Dunque non si capisce perchè Napolitano abbia volutamente ignorato la possibilità di affidare al m5s l’onere e l’onore di tentare la formazione di un governo. Calpestando parte della Costituzione e ignorandone altre. Avrà certamente avuto i suoi buoni motivi, se ha condotto questa crisi con modi che, mossi da altri, avrebbero certamente fatto gridare all’empeachment tante campane che ieri suonavano allegramente.

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