Il “loop” della sinistra. Perchè #nonvinceremomai.

Dopo la lettera aperta a Matteo Renzi dal quale peraltro non ho ancora ricevuto risposta 🙂 – riflettevo su quanti cinguettavano insistentemente su una nota piattaforma contro il povero Matteo.

Tantissimi gli chiedevano di dire o fare qualcosa di sinistra, secondo un ormai classico adagio. E intanto gli sfottò (“Renzie”, per aver osato indossare un giubbino di pelle in una trasmissione trash), quando non veri e propri insulti, si moltiplicavano apparentemente inarrestabili.

La mia anima di sinistra è corsa subito in soccorso del poveretto sotto linciaggio. E’ più forte di me: quando qualcuno soffre, il mio cuore gli è vicino. Sarà per questo che proprio non riesco a tifare Barcellona, ma quasi sempre per l’avversario. Ma questa è un’altra storia.

Pensavo che la smania di avere ragione, di sapere di averla, e di volerla a tutti i costi imporla agli altri, comunque la pensino, ci condannerà perennemente alla sconfitta. La ricerca spasmodica della realizzazione di un ideale perfetto, incorruttibile (forse evoluzione della comune matrice socialista/comunista) ma probabilmente altrettanto irrealizzabile, non ci permetterà mai di cambiare veramente le cose. E saremo sempre facile preda di qualcun altro più veloce, più scaltro, con il pelo sullo stomaco. Che se le cose vorrà cambiarle, le cambierà a suo vantaggio, cioè in peggio.

Non credo che Renzi sia la reincarnazione di Berlinguer. Ma nemmeno compagno di merende di Berlusconi. Così come non credo che il denaro sia un male o un bene in sè, solo un mezzo per procurarsi quel che ci serve. E chi ne ha tanto deve aver lavorato duro e meritato (fino a prova contraria, sono garantista pure in questo). E così come sono convinto che vedere Berlusconi in galera appagherebbe il mio altissimo senso di giustizia (o di vendetta: maledetto, ci hai rubato 20 anni di esistenza dietro le tue stronzate!), ma non risolverebbe di una virgola i miei problemi quotidiani: precariato, disoccupazione, servizi pubblici inefficienti, inquinamento, prospettive future.

Ora, Renzi ha altissime probabilità, se si andasse subito al voto, di vincere anche con questa legge elettorale. Porterebbe inevitabilmente (parte) dei nostri problemi sotto la lente dell’opinione pubblica e sopra le scrivanie di chi decide. Per questo le elezioni non sono una prospettiva indesiderabile, tutt’altro (diversamente, per ovvie ragioni, la penserà l’attuale dirigenza PD). Come alternativa ad una ancora possibile intesa con l’ala riformista del Movimento 5 Stelle.

Eppure il popolo di sinistra, il mio popolo, è pronto a scagliare pietre contro quella figura che pare proprio non corrispondere al nostro ideale, e a quel che dovrebbe essere. Sulla base di un pregiudizio, di una falsa o gonfiata notizia, di un dettaglio insignificante. O per l’accusa di essere in combutta col nemico. Additato fin’anche di aver osato parlarci, salvo non sapere cosa si siano detti, ché tanto non ce n’è bisogno, già lo immaginiamo. O aver aperto a destra, al centro, in cerca di quei consensi necessari per un governo che sia davvero un governo di tutti.

E pensavo: abbattere prospettive e credibilità di chi potrebbe farci vincere, non c’è dubbio, è proprio una cosa di sinistra.

Fieri di esserlo, e di mostrarlo, continuiamo quindi imperterriti a condurre questo gioco autodistruttivo e paralizzante, capaci di dividerci quando c’è da darsi da fare e di unirci solo contro il nemico di turno, quando ormai la frittata è fatta.

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2 pensieri su “Il “loop” della sinistra. Perchè #nonvinceremomai.

  1. Lorena

    Ieri la Presidente dell’Istituto Cattaneo e politologa Elisabetta Gualmini a Servizio Pubblico ha detto una cosa per i più ovvia ma non così scontata per la dirigenza PD, ovvero che per vincere le elezioni bisogna cercare i voti anche dall’altra parte e non solo rassicurare quelli che già fanno parte del proprio schieramento. Renzi ci ha provato e probabilmente ci sta già riprovando, lo si può criticare solo se non si ha compreso questa semplice regola. Per il resto non mi considero una “renziana” , ad esempio non sono d’accordo a un governo PD-PDL, basta, ne abbiamo avuto abbastanza di compromessi, del PDL io non mi fido e non mi fiderò più nemmeno del PD se dovesse aprire al PDL. Come si risolve questa situazione di stallo? bella domanda, la cosa grave è che chi per mestiere dovrebbe rispondere a domande come queste se ne esce con soluzioni mediocri e molto discutibili….basta vedere la rosa dei “saggi” se così possono essere definiti!!!

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    1. N.C. Autore articolo

      Ciao Lorena, grazie e benvenuta.
      Forse può interessarti anche questo articolo, abbiamo posizioni molto vicine e può chiarire il senso dell’uscita (infelice, in verità) di Renzi di ieri.
      L’apertura all’altra parte credo sia chiara ai dirigenti PD, non so se gli attuali siano capaci o “credibili” per eseguirla; chi, sostengo io, è restìo all’apertura e al confronto, è invece parte della base “dura e pura” del PD.
      Combatto il fanatismo e l’acriticità anche quando è in casa.

      Rispondi

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