L’eRENZIone

Che diavolo sta succedendo? I missili coreani sono partiti e sono esplosi nella sede del PD? Andiamo per ordine:
1. Renzi, che aveva promesso di ritirarsi a fare il sindaco fino alle prossime elezioni politiche, d’improvviso esce fuori e tuona contro il suo ex (ex?) avversario di sbrigarsi a fare un governo con chi ci sta, quindi con Berlusconi;
2. Fabrizio Barca prima si candida alla dirigenza del partito, poi corre ad iscriversi al partito che si candidava a dirigere; in attesa del Manifesto Rojo che sarà diffuso in giornata;
3. Massimo d’Alema, il più noto rottamato della campagna renziana, corre a Palazzo Vecchio per parlare con il rottamatore (si sa, le linee telefoniche non sono più sicure come una volta);
4. Questo punto lo lascio vuoto, tanto qualcosa succederà anche oggi;
5. Bersani, che ha rincorso il M5S in lungo e in largo (e questa è ancora ufficialmente la posizione del partito), incontra Berlusconi per concordare l’elezione del capo dello Stato e del Governo.

Niente di nuovo sotto il sole, si dirà: tutte le volte che la sinistra si avvicina al governo, lo fa in modo confuso e violentemente disordinato, scavandosi la fossa per la prossima, inevitabile, sconfitta elettorale. Tanto che la battuta che gira sui Social Network “per accordarsi con Berlusconi il PD dovrebbe fare quel che odia di più: governare” è amaramente vera. E lascerà gli elettori di centrosinistra basiti e increduli, comunque vada a finire. Mentre aizzerà tutti gli altri al grido unisono: “sono degli incapaci, noi lo avevamo detto. W Berlusconi!”, disponibile anche nella variante finale “W Grillo”.

Che tutti, Renzi in testa, abbiano voglia e ambizione di governare, non mi turba. Ma già settimane fa avevo rilevato che ci sono modi e modi di farlo; anzi ce n’è uno solo: rispettare le regole.

Al di là dei contenuti dei suoi messaggi, che posso anche condividere, specie quando parla di futuro, di speranza, di nuova visione per il Paese, Renzi non può pensare di giocarsi il futuro sulla pelle degli italiani e del partito. E non può lacerare dicendo di voler unire; non può rottamare e poi parlare con Berlusconi, che non va rottamato, al limite arrestato.

Gli elettori di sinistra non sono (tutti) come quelli di destra: semplicemente, non abboccano.

Non so se Renzi si candidi, con quest’uscita, ad essere il traghettatore per superare lo stallo e portarci al di là del guado, non essendo inviso al centrodestra. Dice di non volerlo fare. Quindi forse lo farà.

Quel che registro è che in una settimana ha distrutto la credibilità che si era lentamente costruito negli ultimi tre anni.

Non si può proprio dire che questa non sia una cosa di sinistra.

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2 pensieri su “L’eRENZIone

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