Arriverà la Terza Repubblica. Prima o poi.

“Cambiamento significa movimento. Movimento significa frizione. Il movimento o il cambiamento senza frizioni o conflitti appartiene solamente al vuoto rappresentato da un mondo astratto che non esiste”
Saul Alinsky (esperto di organizzazione)

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Questo nella teoria costituzionale.

Nella pratica, la Prima Repubblica è stata fondata sui politici.

Rubarono; così la Seconda Repubblica fu fondata sulla società civile: avvocati, professori, magistrati, dottori, imprenditori. Gente del mondo del lavoro, borghese, prestata alla politica quasi fosse una missione, per curare i mali causati dalla Prima Repubblica. Sembrò una cosa buona.

Invece no. Ci si accorse presto che tanto disinteressati questi non erano, e che anche la società civile rubava. Forse più dei politici; certamente peggio: che mentre i primi rubavano di solito per il proprio partito, i secondi rubavano solo per sé stessi. E oltre al ruba-ruba generale, piegavano le leggi secondo le proprie necessità e convenienze contingenti, gettando il Paese nel caos.

La Terza Repubblica, si dice, spazzerà quindi via la Seconda, e instaurerà una nuova forma di Repubblica, fondata direttamente sugli e dagli elettori. Il Movimento di Beppe Grillo è solo il prodromo di quanto sta per accadere; ma già il PD è, a modo suo, in subbuglio in questo senso, data la richiesta sempre più stringente di ampliare a dismisura la propria base decisionale e spazzar via la vecchia classe dirigente, incapace e collusa con l’avversario. E di selezionare la nuova con un processo democratico interno dal quale emergano i più capaci e meritevoli.

Che sia un bene o un male lo vedremo; se sia un’evoluzione o un’involuzione non saprei dire. Ma solitamente quando il potere viene riversato verso il basso, come una nuvola che posandosi in terra diventa nebbia diffusa, un male non è.

Avvertito il pericolo, quindi, già le cicale son pronte ad avvisarci che l’inesperienza di questa presunta nuova classe dirigente è invece un male in sé. Guardate ad esempio che combinano quelli del Movimento 5 stelle! Allora, se proprio cambiare si deve (e si deve!) forse è meglio tornare ai politici di professione. Loro sì che sapevano cosa fare, e hanno una ricetta pronta per ogni esigenza (basta solo che si mettano d’accordo su quale piatto cucinare per primo…).

Tentativi di Restaurazione? Sarà.

Di certo, dopo vent’anni, la vecchia società civile, quella che conquistò la Seconda Repubblica, si è fatta classe politica.

Quindi, di fatto, chi si sta candidando a guidare l’attesissima Terza Repubblica?

gattopardo

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