Al Congresso di Natale saremo tutti più buoni.

bersaninatale

 Senza conflitto non c’è cambiamento (né vera democrazia)
R. Della Seta

Sono passati solo poco più di due mesi e di tutta la rabbia, l’indignazione e il senso di vergogna e inadeguatezza che gli elettori del PD hanno sofferto in qui giorni sembra rimasto già ben poco. E quel poco pare scemare giorno dopo giorno.

Non casualmente, Epifani che ha promesso il Congresso entro l’anno, sembra intenzionato a celebrarlo l’ultimo giorno utile possibile, magari proprio il 31 dicembre, tra un trenino, un brindisi, un cotechino e un piatto di lenticchie. A quel punto le acque si dovrebbero proprio essere calmate del tutto.

Dopo i primi, numerosi richiami all’ordine, al “stiamo calmi se no cade il governo, che poi è il nostro Governo”, siamo rapidamente giunti al “ma al Congresso non si deve essere noi contro loro”, “dividerci è quello che ci ha portato fin qua”, “dobbiamo trovare il punto d’incontro tra le varie anime e superare il correntismo”.

Tutte belle frasi che nascondono in verità il vecchio vizio della politica italiana: tentare di riciclarsi cambiando casacca. Volete il nuovo? Siamo il nuovo! Volete il cambiamento? Siamo il cambiamento! E pazienza se il gioco è palesemente falso ed improbabile. L’italiota, di destra o di sinistra, alla fine ci casca sempre.

Ma quel che appunto più mi inquieta è che di queste fesserie ne è pregna la base, e riscontro sempre maggiore richiami alla calma da parte di chi fino a poche settimane fa chiedeva con forza insieme a me di cambiare marcia. Ma come è possibile cambiare marcia al PD se alla guida c’è sempre lo stesso autista (che peraltro continua a dare segnali di non aver ancora capito dove deve andare, e continua a girare in tondo…)?

Quindi: punto primo del Congresso, mi pare di averlo già scritto, dovrà essere quello di dire chiaramente che il tizio (ehm, sarebbe meglio di re i tizi) alla guida debba scendere e far posto a qualcun altro, accomodandosi serenamente sul sedile posteriore, se crede.

Siamo invece già giunti al paradosso, prevedibile peraltro, per il quale la vecchia classe dirigente tenta di passare per vittima sacrificale: vittima del giovanilismo rampante, vittima di un giudizio politico frettoloso e parziale, vittima di una rabbia cieca che va sedata e calmierata, perché non costruttiva. E come sempre accade, l’italico popolo dalla corta memoria, subitaneamente corre in soccorso del povero dirigente abbandonato, solo e derelitto, povero genio incompreso e depresso. Alla cui presenza ci siamo ormai talmente abituati, da considerarlo quasi uno di famiglia, come fosse il nonno un po’ rinco. Ci dà amore e sicurezza. Insomma il nonno esce di casa, si perde per le strade della città, combina pure qualche casino, ci fa incazzare e preoccupare, ma non ci sogneremmo mai di buttarlo fuori di casa, ovviamente.

Ecco allora che il Congresso di Dicembre, in un clima natalizio durante il quale saremo tutti forzatamente un po’ più buoni, rischia di rafforzare quelli che due mesi fa avremmo spazzato via senza riguardi. Quelli che ci hanno raccontato che volevano il governo del cambiamento. (A questo proposito ecco il video del reoconfesso che ammette candidamente che un Governo con Grillo, fosse mica matto, lui non lo voleva fare. Ha solo chiesto i voti per far partire un Governo Bersani. Come avevo facilmente immaginato e spiegato qua). Quelli che hanno fatto un’alleanza con Sel e poi trattato il nome per il Quirinale solo col PDL. Quelli che hanno vinto le primarie al grido scandalizzato di “Renzi è di destra” e adesso governano con Alfano e Biancofiore.

Conserviamoli vivi questi ricordi. Non cancelliamo, per una volta, vi prego, la memoria di quello che è accaduto. Ci deve essere utile per voltare pagina, e guardare finalmente al futuro, dicendo chiaramente cosa vogliamo essere, dove vogliamo andare, che cosa si deve fare e come pensiamo di realizzarlo. E dicendo, altrettanto chiaramente, che chi vuole cose opposte, oh, dico: cose OPPOSTE! non può convivere con noi nel PD che vorremmo.

Pazienza se questo “spacca”. Se vinciamo il Congresso, avremo conservato di questo partito, perlomeno la parte migliore.

La parte migliore secondo me, of course.

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2 pensieri su “Al Congresso di Natale saremo tutti più buoni.

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