Più siamo, prima puliamo.

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Credi che l’Italia sia governata da una lobby politica che senza differenze tra destra e sinistra, impedisce lo sviluppo della nostra Nazione?

Credi che in Italia si siano create negli ultimi decenni inspiegabili ed inspiegate disparità tra chi ha e chi non ha, tra chi può e chi non può?

Credi che per eliminare definitivamente corruzione, delinquenza, evasione fiscale; rendere i servizi pubblici efficienti e pronti; avere uno Stato vicino ai cittadini, invece che lontano dai suoi sudditi; pensi che per tutto questo sia necessario mandare a casa l’intera attuale classe dirigente?

Bene, se lo credi, sei un’anima bella anche tu. Forse in passato ci hai provato, forse hai votato altrove, ormai schifato da questa politica e, soprattutto, da questo politici. Oppure pensi di farlo alle prossime elezioni, per dare una bella lezione a chi la merita.

L’appuntamento invece è adesso. Abbiamo adesso la possibilità, con il prossimo Congresso del PD, di realizzare il nostro sogno: avere un Paese moderno, che colga l’Europa come un’opportunità da sfruttare e non una minaccia da evitare, che utilizzi le risorse nascoste nelle pieghe del suo elefantiaco bilancio statale per (ri)attivare le energie indispensabili allo sfruttamento delle nostre immense potenzialità. Che assista gli ultimi e chi è in difficoltà con la benevolenza e la comprensione di un padre, non con il fastidio di un padrone.

Perché il PD? Siamo seri. Quale altro partito organizza un Congresso per rieleggere in toto i suoi dirigenti, stabilire una linea politica, e permette a chiunque di partecipare? Al momento, in Italia, nessun altro. E i tentativi da parte di alcuni all’interno del PD di ostacolare quel che anch’essi ritengono ineluttabile, ovvero il progressivo cambiamento degli obiettivi e della classe dirigente, sono solo imbarazzanti ostacoli da rimuovere al più presto; ma non si può comunque mettere in discussione che il PD sia il partito che, pur con tutti i suoi limiti e difetti, si proietti come la migliore rappresentazione della democrazia, oggi, in Italia. Piuttosto: va migliorato e ripulito, non affossato. Salvato, anzi, e da sé stesso.

Perché il PD non è D’Alema; non è Franceschini; non è Letta o Bersani, o Renzi o Civati. Il PD siamo noi.

Capisco che entrare in una casa barcollante, fatiscente, sporca e disordinata possa scoraggiare chi pure è armato di buona volontà nel voler fare davvero pulizia. Capisco che la tentazione sia di abbatterla, piuttosto, e ricostruirla nuova. Capisco, davvero.

Ma se ciascuno di noi farà il proprio, spolvererà il proprio pezzettino di casa, rimetterà a posto un mobile rovesciato, sistemerà un piccolo problema strutturale, l’operazione “pulizia” sarà veloce e definitiva.

Per questo invito tutti, armati di tessera o di contributo alle primarie, ad entrare nella nostra casa e darci una mano.

La pulizia, comunque sia, noi inizieremo a farla.

Solo: più siamo, prima finiamo.

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