Il tifoso.

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Mi hanno dato del tifoso. Dico: a me? Tifoso io? Uno che ha smesso di tifare Milan nel 1994 non riuscendo a sopportare l’idea di esultare ad un gol nello stesso preciso istante del suo Presidente, diventato inaspettatamente principale e odiato avversario politico? Io che a momenti a febbraio votavo Grillo per dare un segnale al mio partito che le cose dovevano cambiare, che era tempo di darsi una mossa e di finirla con le politiche ambigue e le lotte di potere? Io che ho sostenuto Renzi alle primarie quando voleva rottamare, e lo critico ora che assume rottamati e rottamandi? Io che nonostante tutto questo, ho comunque applaudito il Bersani che sembrava cercasse di formare il Governo del Cambiamento? Io che ho chiesto poi di tradire i dirigenti traditori che hanno contrattato con Berlusconi il nome di un Presidente della Repubblica contro il mandato della Direzione, alle spalle del gruppo parlamentare e senza alcuna consultazione con la base?

No, ridico: tifoso io? Ma scherziamo?

Non è colpa mia se Civati non ne sta sbagliando una, e sta inanellando decisioni e contenuti che mi calzano a pennello, e coincidono con i miei quasi totalmente. Per dimostrarlo, controllate su facebook. Mentre le agenzie di stampa davano un Civati possibilista sul suo voto di fiducia alle larghe intese, io postavo:

Mi stupirei se Pippo decidesse di cambiare idea. Stessa maggioranza, solo più confusa e rissosa. Stesso programma allucinogeno, forse nelle intenzioni appena più a sx del precedente. Stessa squadra. Stessa spiaggia stesso mare, non riesco a vedere novità sostanziali per non continuare ad essere perplessi…

Se avesse votato la fiducia, avrei valutato certamente le sue motivazioni, ma avrei contestato la bontà della decisione. Non si può andare d’accordo sempre. Invece, correttamente e coerentemente a mio avviso, ha ritenuto di non poterla votare, pur sapendo di mettersi così in una situazione critica, a livello mediatico, dovendosi riparare dagli strali che sarebbero stati lanciati da dirigenti ed elettori già schierati in vista del Congresso, e da tanti che si sono magari convinti che votare oggi per il Governo significasse votare contro Berlusconi (che infatti ha votato a favore, ditemi voi…).

Insomma, forse Civati sta cercando di sperimentare sulla propria pelle se in Italia si può essere dei politici onesti, aperti al dialogo ma coerenti. Se il cambiamento di cui tutti si riempiono la bocca, possa essere per una volta credibile, e possa partire dal basso, o perlomeno coinvolgerlo.

Se così fosse, non dovremmo attaccarlo. Dovremmo proteggerlo. Proteggerlo dal rischio di estinzione; dagli attacchi gratuiti, dalle accuse di fighettismo o di esibizionismo; e al tempo stesso cercare di moltiplicare il buon esempio della buona politica, sempre vigilando, sempre mantenendo autonomia di pensiero, ma passando finalmente all’azione. Prendendo il coraggio di tesserarci, superando le barriere psicologiche ed emotive, le remore e le paure di mettersi in gioco o di essere schedati; partecipando all’onda del cambiamento, e dandole forza, perchè si infranga e spazzi via dal nostro partito la cattiva politica, prima ancora che i cattivi politici. È possibile, ce la possiamo fare, dobbiamo provarci.

Perchè noi non siamo tifosi di Civati.

É lui che fa il tifo per noi.

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