Sorpresa! Non voterò Cuperlo.

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Ho sentito Cuperlo oggi. Quasi tutti quelli che conosco dicono che non lo voteranno perché ha dietro D’Alema e Bersani, l’allegra combriccola, responsabile a torto o a ragione dell’attuale disastrosa situazione del PD, e che si sta trattenendo dal menarsi reciprocamente in pubblico  (insomma, non riuscendoci poi del tutto) solo per rispetto del candidato comune; ma che dopo l’Immacolata, torneranno a darsele segretamente di santa ragione, come hanno sempre fatto.

Io no. Non voterò Cuperlo, perché ho scelto un altro candidato, ovviamente. Ma non voterò il compagno K. per la ragione che non ho sentito una sola parola di critica costruttiva a questo partito. Stasera ha chiuso la serata citando Pinocchio e i promessi sposi, simboli letterari di un’Italia che è corrotta e storta da un bel po’ di tempo; quindi volete che sia colpa di chi l’ha bene o male gestita negli ultimi 30 anni? Noo, ovviamente, la colpa è di Garibaldi, quel maledetto.

Non voterò K. perché non una parola è stata spesa sulla situazione del partito, sull’ingestibilità di correnti di seggiola, sul tesseramento clientelare in ampie zone del Paese, sull’inadeguatezza e l’impreparazione di tanti nostri eletti e dirigenti favoriti da Porcelli e liste bloccate, sulla mancanza di trasparenza sui fondi incassati e spesi, pubblici o privati che siano.

Non una parola sul governo delle larghe intese, con il quale abbiamo investito tutta la – poca – credibilità rimasta su una scommessa che siamo desolatamente destinati a perdere, e a perdere male. Non come PD, non come “classe dirigente” (loro vincono sempre, in fin dei conti), ma come popolo del centrosinistra che per 20 anni ci ha (vi ha) creduto.

Non voterò K. perché ritengo grave che chi si candida alla segreteria di un partito, perché questo stiamo facendo se non erro, non dica nulla su questo partito, sulla sua storia, sulla gravissima situazione attuale, sulle proposte per superare i problemi che consentono a pochi di vivere di rendita nelle pieghe di regole e regolamenti fluttuanti come le maree a seconda di dove vogliono sia posizionata la luna, e impediscono a tanti di entrarvi anche solo per dire come la pensano. Ho sentito soltanto parole, peraltro in larga parte condivisibili, ma che ritrovo anche altrove, sul sogno di un’Italia che verrà, ma che si rivelano buone giusto per un capitolo del libro Cuore.

Gianni, qui manca, il cuore. Ma manca soprattutto il fegato. Il fegato di dire, come ha fatto guarda caso proprio oggi un altro candidato, che il Partito è paralizzato da pratiche feudatarie; o che, nel migliore dei casi, è il mezzo per arrivare al potere in quanto non offre sufficiente resistenza ai tentativi di scalata, in stile borsistico; solo che invece che con i soldi, viene scalato con il consenso, comprato a qualunque costo, quindi anche con i soldi, se non, peggio, con il ricatto morale ed economico verso chi ha sì poco da perdere, ma quel poco è ormai tutto.

La frase più pragmatica che ho sentito stasera sull’argomento è “in questo partito occorre cambiare tutto quel che è necessario cambiare”. Questo sì che è un programma. E ancora: “Ad un ragazzo direi: vieni con noi, non siamo la parte migliore, ma siamo la parte giusta”. No Gianni, non siamo né migliori né giusti. Anzi, siamo profondamente ingiusti. E se a dirlo sei tu, che questo partito lo dovresti conoscere come le tasche di D’Alema, mi torna in mente sempre il solito dilemma: ma i nostri dirigenti non sanno, o sanno e mentono?

Chi si candida a fare il segretario di un Partito ridotto così, non può far finta di nulla. E non può nemmeno giustificarsi dicendo che queste sono cose che annoiano, che agli italiani non interessano, come ha detto quell’altro.

Agli italiani forse no. Ma agli iscritti, agli elettori, interessa eccome.

Per questo, e non per altro, e pure c’è anche altro, non voterò Cuperlo al prossimo Congresso del Partito Democratico.

 

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8 pensieri su “Sorpresa! Non voterò Cuperlo.

  1. Maria Teresa Pellegrino

    io mi sono tesserata per la prima volta in vita mia, a 49 anni, per votare Civati, faccio parte del comitato provinciale BAT per Civati, un gruppo di 12 persone dai 22 ai ……anta anni, ci autofinanziamo, parliamo con la gente, e soprattutto ci interessano i delusi di sinistra, di quelli di destra non siamo troppo convinti, e riteniamo che quello che facciamo sia essenziale per cambiare le cose, nel PD e fuori del partito. LE COSE SI CAMBIANO CAMBIANDOLE!

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  2. fostini giovanni

    quest’anno non ò ancora rinnovato la tessera al PD e se non vince Pippo non la rinnoverò più, perché questi non anno nessuna voglia di cambiare ma vivono alla giornata e per il seggiolone fregandosene di quello che pensa la base

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    1. N.C. Autore articolo

      Caro Giovanni, ma non si può stare alla finestra a sperare che altri realizzino il proprio desiderio. Se vuoi far vincere Pippo, rinnova la tessera e dai una mano ai gruppi che lo sostengono, in larga parte auto-organizzati e senza legami profondi nel partito. A bruciare la tessera si fa sempre in tempo, questa è l’occasione per partecipare e lottare. Un saluto.

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    1. Luciana M

      E’ un altro di quei fantocci messo avanti da quel bandito di D’Alema per continuare a giocare a fare dio sceso in terra. Da venti anni elimina chiunque abbia un po’ di cervello (e potrebbe metterlo in ombra); rimangono solo le mezze calzette, anzi meno di mezze. Cuperlo è solo l’ultimo … ma ve lo ricordate Folena????? Io purtroppo si.

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