Scrive campagna, la Legge Elettorale.

Purtroppo Renzi ha vinto le primarie.

Purtroppo, sì, perché la questione fondamentale che avevamo sollevato insieme a Civati, quella di una chiara identità del nostro partito, rimarrà irrisolta.

La trovata della proposta di ben tre – tre –  leggi elettorali diverse la dice lunga. Un partito che si rispetti ha la propria proposta. La espone, la discute con tutti – sì, tutti, nessuno escluso – e poi cerca convergenza la più ampia possibile. Magari cedendo ad un compromiso, per dirla alla Letta, che in effetti non è sinonimo di zozzeria, di inciucio, ma piuttosto di maturità di un sistema politico, se fatto in un certo modo (chiedere ai teutonici, che sono ormai esperti in materia)

La proposta di Renzi pare recitata più per il pubblico che per i reali destinatari: ovvero le forze politiche dell’arco parlamentare. Suona un po’ come se dicesse: “Bisogna fare la legge elettorale. Ce lo chiedono gli italiani da anni, ora ce lo impone pure la Corte Costituzionale. Bene, eccovi tre proposte – tre. Una di queste vi deve andare bene per forza. Almeno, parliamone. Se poi non riusciremo a fare nulla, sarà chiaro che è colpa vostra perché io di proposte ve ne avevo fatte ben tre” – dico tre!

Decidendo di non decidere, ci si mette peraltro al riparo da mal di pancia e malumori: la gran parte degli elettori si ritroverà in almeno uno dei tre, e farà il tifo perché alla fine sia quello prescelto dalla roulette della politica italiana.

Un’ottima trovata teatrale, una buona uscita comunicativa. Renzi=buono, gli altri=cattivi.

“E non sei contento?” mi chiederete, pensando che Renzi è il capo del mio partito, e con la sua capacità comunicativa ci avviamo ad asfaltare tutti alle prossime elezioni.

No, non lo sono. Perché se siamo già in campagna elettorale dal 9 di dicembre, meglio andarci subito, alle elezioni, invece di continuare a ciurlare nel nulla (nel quale ci ritroviamo a ciurlare già da quasi un anno).

La proposta di Renzi è un’ottima trovata pubblicitaria, ma un pessimo segnale politico. Il PD che volevamo costruire, ancora non c’è. Però ho paura che, magari, dopo le elezioni ce ne ritroveremo tre – dico tre!

 

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2 pensieri su “Scrive campagna, la Legge Elettorale.

  1. N.C. Autore articolo

    Ma infatti quello identitario era solo il primo dei problemi che avevamo sollevato, e che ci proponevamo di risolvere. Vinceremo le elezioni, forse, ma non risolvere questi problemi alla base, porterà solo rogne, per tutti.

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  2. simonasforza

    Concordo con quello che dici, ma ho paura che Renzi sia solo il sintomo di una malattia ben più ampia e radicata nel nostro partito. Parlo di una linea che non c’è e non potendo usufruire di tale beneficio, anche a livello locale annaspiamo. Il legame col territorio è a dir poco farraginoso. Siamo spesso meno efficaci di altre associazioni e alla fine la percezione del PD è veramente mediocre. Facciamo fatica a spiegarci, a spiegare le nostre ragioni, a coinvolgere. Tu fai riferimento alla comunicazione, a mio parere a livello locale c’è un deficit enorme. Quello che resta è che qualunque proposta di cambiamento viene mal-digerita. Quel che ci resta è un continuo tentennamento. Vogliamo parlare di come affronteremo le prossime elezioni europee?

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