In questo mondo di ladri.

ladri

Avrei tutto l’interesse a screditare la classe dirigente PD. A dire che sono tutti dei ladri e che devono andare a casa. E’ facile dirlo, si prendono tanti applausi, e nessuno può dirti che stai sbagliando. Anzi, se lo dice, è certamente complice dei ladri, forse ladro pure lui.

Ma non ce la faccio. Si vede che mi piace stare dalla parte del torto: si sta seduti scomodi, ma il panorama da qui è impagabile.

Voglio dire: ha ragione Renzi a dire che il problema sono i ladri. Ma ha torto a meravigliarsi che ci siano. Ha torto a scaricare il problema sui furbi, su chi calpesta le regole, e ignorare invece che è proprio il nostro sistema Paese, e il combinato di regole-sanzioni (quelle realmente e concretamente applicate, non quelle astrattamente previste), che li favorisce. Qualche volta ci saremo trovati a pensare anche noi che forse la multa è meglio non pagarla: il verbale si potrebbe smarrire, il processo di riscossione si potrebbe bloccare, un condono potrebbe arrivare, e poi a pagare e a morire si fa sempre in tempo.

Certamente il PD ha tanti problemi, specie al Sud, dove il consenso è spesso veicolato e condizionato; ha tante colpe, specie al Nord, dove amministra città e regioni non sempre al meglio, e talvolta con le mani troppo dentro la marmellata. Ma è un partito, e mai come in questo momento storico sta sviluppando al suo interno anticorpi che mirano a distruggere, isolare e scacciare gli intrusi. In un partito del genere può addirittura capitare che i dissidenti rispetto alla linea di comando non vengano espulsi o cacciati, ma siano addirittura candidati e diventino Europarlamentari, dando forza e senso alle loro idee e battaglie. Non è cosa da poco: una roba così non si ritrova da nessun’altra parte in questo Paese, e dovremmo difenderla con tutte le forze, almeno fino a quando non diventi (o non ritorni ad essere) abitudine democraticamente diffusa.

Ma da qualche giorno la rivincita grillina al recente ceffone europeo è: “#vinciamopoi, ma #rubatevoi”; beh, cari grillini, c’è una cosa che non avete capito: non troverete mai nessuno qui che difenda i “ladri” o il sistema che li favorisce; ho invece qualche dubbio che a parti invertite il clima di tifoseria che domina nel Movimento porterebbe a minimizzare, a sviare, a controbattere, a paragonare, ai distinguo, alle pecore nere sono dappertutto ecc. ecc.

Non è così che farete, faremo, progressi. Non è contando chi ha meno mele marce tra le proprie fila che si risolvono i problemi; ma nemmeno spacciando una presunta e inevitabile verginità per comprovata superiorità morale: gli esempi che l’occasione fa l’uomo ladro, o quantomeno furbetto, cominciano a materializzarsi. E le reazioni alle – per ora – piccole furbizie, sono infatti quelle che temevo sopra.

E’ in ogni caso doveroso che un partito come il nostro, che è spesso e volentieri chiamato ad assumere ruoli di potere, debba prestare dieci volte l’attenzione richiesta nella selezione della propria classe dirigente. Questo spesso, colposamente o dolosamente, non viene fatto. Sarebbe ora di cominciare. Ed è inutile qui dire chi è stato l’unico che ha prontamente suggerito di farlo, e di farlo subito, andando presto alle elezioni  per fare pulizia e chiarendo i rapporti di ciascuno eletto o candidato con finanza, affari, fondazioni proprie o di altri e più o meno occulte.

Uno dei migliori sistemi per spaccare il sistema sul quale si poggia è applicare finalmente il limite di mandato:  non offrire alle imprese “deviate” punti di riferimento in politica, stronca alla nascita la possibilità di corruttela continuata e duratura. Perlomeno ne ridurrebbe la portata e l’applicabilità pratica.

Difatti nel PD il limite di mandato esiste; ma sopravvivono numerose e spesso ingiustificate deroghe.

Quindi è vero, le regole ci sono, in questo ha ragione Renzi.

Allora perché non si applicano, e perché non comincia ad applicarle lui, per primo, nel nostro partito?

Sarebbe un bel segnale. Attendiamo fiduciosi.

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2 pensieri su “In questo mondo di ladri.

  1. fabarth

    Che sei bravo… e lo sai. Se ancora non mi sono definitivamente stancato del PD e della politica, credo sia anche un po’ merito (o colpa? 🙂 ) tua e di quelli come te… Comunque vacillo molto, e non a causa degli ultimi episodi… E’ una crisi personale che dura da almeno un paio di anni.
    Poi, però, mi succede di leggerti e intravedo qualche speranza… mi aiuti a riflettere e mi ritorna la fiducia (almeno un po’).
    Un cordiale saluto.
    Francesco.

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