Piazza Pulita (magari)

Ieri a Piazza Pulita il solito brillante Civati affronta due nuove comparse del teatrino italiano: il giovane imprenditore neorenziano e il vetero-direttore renzista.

Nella pochezza degli argomenti dei figuranti filogovernativi, emerge facile la solidità della narrativa civatiana.

Mieli (il veterodirettore) esordisce dando la colpa alla sinistra PD se da maggio in poi l’azione del governo che era partita così bene (essì, per forza: dicendo chiacchiere) si è improvvisamente arrestata. Peccato che la sinistra PD sia un’entità piuttosto astratta, e che a conti fatti a cercare di fermare non tanto il Governo quanto la marea di provvedimenti sbagliati o discutibili in procinto di essere varati, ci sia il solo Civati, o poco più; e diceva il poeta: come può uno scoglio arginare il mare?

Si vede chiaramente che lo stesso Mieli, nel mentre recita il ritornello renziano (cover della mitica “non mi lasciano lavorare” di Berlusconi/Fede/Tremonti), siccome è uomo intelligente, lotta strenuamente contro alcuni neuroni gufi che gli urlano nelle orecchie: “ma questa è proprio una cazzata!”.

Ma siccome non c’è mai fine al peggio, ecco che attacca il giovane imprenditore, folgorato dalla visione del Premier celestiale, dalla quale, perlomeno a giudicare dall’aspetto inebetito, non dev’essersi ancora ripreso del tutto. Costui prova a difendere il provvedimento sugli 80 euro, assicurando tutti che nel lungo periodo (al termine del quale, ci piace ricordarlo, saremo purtroppo tutti morti) gli effetti macroeconomici del provvedimento si sveleranno in tutta la loro promessa efficacia. Nel frattempo avremo probabilmente speso l’equivalente del nostro intero debito pubblico (a botte di 10 miliardi l’anno) ma poco importa al nostro giovane imprenditore: l’idea che quei denari potrebbero essere spesi diversamente e meglio non lo sfiora nemmeno, e il nostro sembra avere nei confronti del premier una devozione quasi mistica.

Mi chiedo: ma allora è questo più o meno il livello del dibattito televisivo in Italia? Ed è a questa fonte della conoscenza che si abbeverano milioni di cittadini?

Io credo che un cittadino ben informato diventi un elettore quasi infallibile. E che invece un cittadino preso in giro, diventi molto presto e facilmente un non elettore.

E che tutto questo, non sia affatto un problema secondario.

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