Direzione PD Matera del 21.01.15 su #Mt2015

E’ in corso la Direzione del circolo PD di Matera su #Matera2015. Questo il testo del mio intervento.

Ho iniziato il mio impegno in questo partito meno di due anni fa con una promessa (a me stesso): impormi di fare politica guardando ai contenuti, alle scelte, alle idee, e mai ai nomi.

In questi quasi due anni, invece, sia a livello locale che nazionale, raramente il contesto nel quale mi sono ritrovato ad agire, mi ha permesso di mantenervi fede.

Lascio perdere considerazioni sulle scelte nazionali, e sulle difficoltà e contraddizioni nelle quali annaspa il nostro partito – tristemente emerse (anche) nel corso delle ultime primarie liguri – che certo non contribuiscono a creare un clima di fierezza, e di orgoglio di appartenenza, che dovrebbe scaldare le fredde tessere nelle nostre tasche.

Rilevo però che se un minimo di politica e di partecipazione in questi ultimi mesi ci è stata data la possibilità di fare, al di là di un autogestita e per certi versi autoreferenziale attività pubblica, è stato in questo Circolo e grazie alla disponibilità del gruppo dirigente materano, che ha aperto al contributo, molto spesso anche critico, che non abbiamo mai fatto mancare. Perchè questo per me significa fare politica: partecipare, confrontarsi, agire . E di questo ringrazio il Segretario, nella consapevolezza che si sarebbe di certo potuto fare di più e meglio, e nell’augurio di poter fare di più e meglio in futuro proseguendo con ancora più decisione su questa stessa linea.

L’amministrazione comunale uscente ha colto indiscutibili successi, che sarebbe sciocco nascondere per ragioni di opportunità, o meglio di opportunismo, e che ci riempiono di orgoglio come materani e come iscritti al Partito Democratico.

Peraltro negli ultimi mesi il destino sembra aver già risolto la questione candidatura: dal conseguimento del titolo di Capitale Europea della Cultura, che ha già proiettato la nostra citta tra le principali mete del turismo internazionale, fino al dissesto del Comune di Potenza, che ha reso ancora più evidente, per contrasto, l’equilibrio di bilancio del nostro Comune.

Rimangono però nodi irrisolti che sarebbe altrettanto ingiusto tacere, per le stesse ma diverse ragioni di opportunità, o di opportunismo, e che sarebbe profondamente sbagliato nascondere sotto il tappeto dell’entusiasmo per il traguardo raggiunto ad ottobre.

Mi riferisco ad esempio alla insufficiente pianificazione strategica, dovuta a mio avviso ad una non chiara visione dello sviluppo economico della città, e ad una precisa scelta tra modello d’impresa attenta al capitale piuttosto che al lavoro; mi riferisco alla gestione dei “Sassi” che è apparsa insufficientemente incisiva rispetto ad una definita scelta di posizionamento tra gli estremi di “museo” e “parco giochi”; mi riferisco a quelle scelte in materia di urbanistica che sono sembrate stridere rispetto ai valori di questo partito e alle dichiarazioni della passata campagna elettorale; mi riferisco anche alla gestione dei rifiuti, e al ritardo nell’avvio di una efficace chiusura del ciclo; e in generale alle questioni della valorizzazione delle risorse rurali e naturali, e della sicurezza ambientale. Fino a comprendere quei temi non squisitamente di competenza comunale ma che sul Comune hanno o potrebbero avere pesanti ricadute, come il tema dell’Università, o del petrolio.

Questi – e altri – sono i nodi che dovremo necessariamente affrontare, anche prima di risolvere la questione candidature. Che di quel programma di governo dovranno essere la logica e conseguenziale espressione.

E rilevo su questo che, diversamente da alcune notizie e comunicati trapelati in questi ultimi giorni, lo Statuto del Partito Democratico non prevede affatto l’esclusione del ricorso alle primarie in caso di ricandidatura del sindaco uscente. Soltanto, all’articolo 18, una quota rafforzata di sottoscrizioni a sostegno di eventuali candidature alternative. E a dimostrazione che la norma non è stata nè cambiata nè abrogata, vi sono le recenti primarie del controsinistra per il comune di Manfredonia, nelle quali, appena un mese fa, il sindaco uscente si è dovuto misurare proprio con le primarie per riconfermare la sua candidatura.

La scelta quindi di celebrare le primarie o meno, dovrà essere di natura squisitamente politica, non esistono scorciatoie giuridiche.

Occorre quindi effettuare la migliore scelta possibile. Scelta che verifichi due condizioni fondamentali: 1) che si coalizzi intorno al suo nome l’intero Partito Democratico e le migliori forze riformiste della città: requisito fondamentale, perché come Potenza insegna, divisi si perde; 2) che il progetto elaborato per il governo della città dei prossimi cinque anni sia di qualità e soprattutto credibile, e che tenga conto sì dei successi raccolti, ma anche delle difficoltà incontrate, proponendo la nostra ricetta di cambiamento, per riuscire finalmente a portare a casa il risultato.

Cambiamento che per quanto ci riguarda non punta solo sul nome del candidato sindaco. Perché oltre che ai temi e ai progetti per la città prima richiamati, è altrettanto necessaria la selezione di un’adeguata e preparata classe dirigente, al fine di migliorare il contributo del Consiglio Comunale alla pianificazione dei prossimi cinque anni, che, è banale dirlo, saranno fondamentali per Matera e per i materani; compresi i tanti, troppi, soprattutto giovani, che hanno dovuto lasciare Matera, in cerca di quelle opportunità che la nostra città non è riuscita ad offrire loro, tradendo promesse e potenzialità.

Non facciamone quindi teatro di scontri personali, e vendette trasversali.
Ma assumiamo in pieno il ruolo più alto che la politica può assumere, dando senso al nostro impegno e al nostro lavoro, rivolgendoli alla creazione di quelle opportunità che studenti, disoccupati e precari, imprenditori ed investitori vanno a cercarsi altrove.

La strada tracciata è chiara, dobbiamo avere il coraggio e la capacità di percorrerla fino in fondo.

Grazie, buon lavoro.

NINO CARELLA, STEFANO FRACCALVIERI, COSIMO GAUDIANO.

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