Cuccuruccù 2: la vendetta.

Aggiorniamo i nostri 4 lettori (tutti miei parenti, che saluto) sullo stato dell’arte nella querelle (virtuale, ma presto giudiziale) Carella vs. Cuccuruccù.

Per la prima volta dall’apertura di questo blog, riceviamo minaccia di querela. Eppure in questi anni abbiamo scritto su (e contro) politici locali e nazionali, caporali e colonnelli, alternando analisi politiche (banali, come ebbe a dire uno, ma pur sempre le mie) a pezzi più satirici e sbeffeggianti.

Naturalmente non poteva che essere un guitto, un satiro, a denunciare la satira. Perché, si sa, va bene prendere per il culo gli altri. Ma quando il culo è il proprio, la stessa presa non va più bene.

Mi riferisco, ovviamente, all’articolo di ieri, pubblicato su questo blog, nel quale ho riportato l’intenso scambio di battute su Facebook con il conduttore di Cuccuruccù. Il divertente conduttore mi ha riempito di insulti infamanti: “lekkino” (sì con la kappa, che fa più grave!), “leccaculo”, “campione senza valore”, “microbo”, “molecola come quella di sodio dell’acqua Lete” (questa fa riderissimo!), “batterio fecale”, per concludere con il famoso “vaff…” e lasciando intendere che, per aver espresso un parere contrario al suo, una poltrona era pronta ad aspettare il mio sedere (eh, sticazzi, magari!).

Evidentemente lui scherzava.

Non di meno, vista la rara opportunità (e approfittando dell’ospitalità di Francesco Foschino, al quale ho subito rivolto le mie scuse per l’invasione di bassissima lega) al fine di condurre l’esperimento di natura socio-psicologico-politica riportato nell’articolo, ho risposto in parte per le rime, adeguando il mio forbito linguaggio (<— Giordano, guarda, questa è una battuta) al suo, al fine di denunciare che l’accanimento elettoral-tifoso del quale il nostro fenomeno si è – per sua stessa ammissione – fatto disinteressatamente (<– anche questa è una battuta) portatore, scimmiottato da mille altri come lui, finirà per distruggere tutto il valore aggiunto che faticosamente stiamo provando a costruire in questa città.

E niente. S’è incazzato. E minaccia di querelarmi:

Ora, a parte i miei personali ringraziamenti per aver accostato l’autorevolezza di due sindaci della città al sottoscritto, modesto blogger di famiglia, secondo me l’articolo faceva riderissimo, non meno delle sue minch… ehm battute.

E quindi: potrei fare un pistolotto sulla ipocrisia e la permalosità di chi, sparando a zero su tutti e tutto (e meno male che lo si fa), poi si offende se si mettono in ridicolo certe sue inflessioni, denunciandone al contempo contenuti faziosi. E’ satira amico, rassegnati. La si fa, e a maggior ragione la si riceve. Aspetto magari una tua puntata su di me; ma sarebbe troppo onore. O, forse, non avresti materiale a sufficienza. Capisco quindi il nervosismo.

Invece vi risparmio il banale pistolotto, ed entro piuttosto già nel merito della futura causa giudiziale.

In sostanza, il denunciante mi accuserebbe di aver omesso parti del dialogo. Beh certo. Non è che potevo riportare tutti e 50 e oltre commenti. Poi non volevo denunciare la scurrilità, la deficienza di proprietà di linguaggio, la scorrettezza del dialogo, il basso o nullo contenuto di analisi, la gratuità delle illazioni; che tutt’al più facevano da sottofondo al pezzo. Il mio intento era altro: appunto, satirico e propositivo insieme. Per arrivarci, ho dovuto tagliare, per arrivare presto al dunque senza annoiare…

Tagliare? Aspetta, cosa mi ricorda? Ah sì: tagliare! Operazione che Giordano ben conosce!

Vi rivelo infatti come, per una recente intervista, il capogruppo PD alla Regione, Roberto Cifarelli, abbia lamentato la stessa cosa; solo che a “tagliare” parti dell’intervista (praticamente: le risposte) era stato Giordano stesso …

E sapete cosa rispose il fenomeno, a Cifarelli? Eccola qui la sua risposta:

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Insomma, ringraziando Giordano per l’assist, al giudice dirò: “Sì, è vero, ho tagliato parte del dialogo, ma Giordano sa benissimo come funzionano gli articoli su un blog, nn è la sceneggiatura di ben hur ka dur tre or e poi anke riportando tutto scusami ha detto delle cose ke forse è stato meglio così!“. Spero il giudice sia di Matera, e mi possa capire. In un qualche modo.

Insomma, attendiamo serenamente la querela, penso la sfangheremo e che ci divertiremo un bel po’. Ma non avendo una lira, ai nostri 4 lettori – che essendo tutti parenti, si metteranno una mano sul cuore – chiediamo: “c’è un avvocato in salaaaa?”

Dalla Capitale Europea della Cultura (per ora) è tutto, amici di D&S, stat’v bbun!

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2 pensieri su “Cuccuruccù 2: la vendetta.

  1. piero

    Continuate così! Sto crepando di risate! Finalmente qualcuno che comincia a far satira sul giullare rosso di Tosto, mi chiedo davvero come faccia ad andare in giro a testa alta, senza prendere pomodori marci in faccia dalla cittadinanza. È il disonore di Matera! Quante fregnate che racconta!

    Rispondi
  2. Pingback: In esclusiva su D&S Channel, il fenomeno che fa: “Cuccuruccù” | Democrazia e Sviluppo

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