Il PD di Matera ce la può fare. Se vuole.

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Ricordo bene la campagna congressuale del PD lucano. Tutti e tre i candidati promettevano, se avessero vinto, un PD diverso: che non si chiude nelle stanze di palazzo, che restituisce ruolo e dignità ai circoli, che mette al centro del percorso decisionale, ogni iscritto e militante.

La campagna elettorale materana sta dimostrando, invece, che siamo ben lontani dal realizzare un progetto così ambizioso .

Vedo il circolo PD di Matera indebolito da un dibattito interno spesso monco, al quale scientificamente viene fatto mancare il contributo positivo di una parte (salvo poi magari lamentarsi sui giornali di essere stati messi alla porta di uno spazio nel quale non si è mai nemmeno voluti entrare); le voci, che si rincorrono sui giornali, di discussioni in altre sedi riguardanti la nostra città, rendono del tutto inutile lo sforzo collettivo di chi con impegno cerca di restituire una funzione positiva ad un partito fino ad oggi relegato al ruolo di passacarte.

Ringrazio quindi il segretario regionale Luongo e il Presidente Pittella per l’interessamento alla campagna elettorale della nostra città. Segno che, per l’interesse che suscita, Matera può diventare anche il capoluogo politico, oltre che economico e culturale, della prossima stagione. Ritengo però che entrambi dovrebbero rispedire con decisione al mittente le richieste di intervento, di mediazione, di soluzione e di convincimento. Rimandando a Matera e ai materani la possibilità di provare a risolvere le questioni, sedendosi intorno ad un tavolo, ed ascoltando e discutendo della città e del suo futuro, piuttosto che di organigrammi in perenne revisione.

La classe dirigente materana, per conto suo, si dimostri capace di dipanare la matassa che negli anni si è ingarbugliata a tal punto da sembrare di non riuscire più a venirne a capo. Dimostri saggezza e lungimiranza, disponibilità e coerenza.

Qualunque sia la soluzione adottata ai problemi sul tavolo, sarà valida soltanto se frutto del lavoro di squadra. Quel lavoro che può portare Matera sul tetto del mondo; in mancanza del quale, invece, finiremo indirettamente per dar ragione a chi ci vede solo come un pugno di pecorai e morti di fame.

Io credo che ce la possiamo fare. Dipende da noi.

Ho visto e frequentato un partito finalmente attivo, o che almeno ci prova; che discute, che si apre, che incontra la città e i cittadini. Che va orgoglioso delle cose fatte bene; che analizza le cose fatte male, proponendo soluzioni diverse. Che è aperto al dialogo interno ed esterno come forse mai nella storia recente di questa città.

Non sprechiamo (anche) questa occasione.

Dimostriamo, sin da ora, di saper offrire alla città la soluzione più affidabile e credibile in relazione agli ambiziosi obiettivi che ci aspettano.

 

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