Vale la pena rischiare, per il gusto di cambiare? 9+1 motivi per riconfermare Salvatore Adduce

Dicono sia stata una campagna elettorale cruenta. Boh, a me non sembra. Sarà che l’ho vissuta da un’angolazione distorta, molto vicino alla fonte.

Ho visto proposte concrete, bilanci di attività chiari, ammissione di responsabilità per cose non fatte, o fatte male.

Ho visto avversari rincorrere le proposte, e sfruttare all’inverosimile e oltre ogni logica il brand del “nuovismo”, nel goffo tentativo di solleticare gli elettori sul loro punto più sensibile, il bisogno appunto di novità e cambiamento a tutti i costi.

E ho visto anche commettere gaffes gigantesche, come un De Ruggieri che ammette fieramente davanti alle telecamere nel confronto TV su Trm, di aver firmato un Dossier del quale non condivideva nulla, ma di essere stato zitto per carità di patria. Beh, se il suo silenzio vale una vittoria, consiglierei di proseguire a praticarlo anche per il futuro.

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A pochi giorni dal voto credo sia comunque utile metterci un punto. Ecco i miei 10 motivi (9+1) e qualche riflessione per sostenere che Salvatore Adduce merita la riconferma e che altri cinque anni di amministrazione del centrosinistra (fortunatamente epurato delle frange più poltronare), possa essere l’unica risorsa possibile per Matera.

  1. MATERA 2019. Embè non potevo che cominciare dal fiore all’occhiello. Il risultato per il quale comunque vada, Salvatore Adduce sarà ricordato nella storia come l’artefice del definitivo riscatto della nostra città. Si è provato a ridimensionare il merito del sindaco su questo traguardo. Che è un traguardo politico, ed è una vittoria della politica. La nomina di Capitale europa della cultura non è infatti un premio alla carriera, per Matera. E non era un concorso di bellezza. Ha vinto un programma, e ce lo dicono gli stessi commissari europei nelle motivazioni, inutile seguire i pifferai nostrani. Abbiamo vinto insomma perché abbiamo saputo raccontare una storia. La storia di quello che vogliamo diventare, partendo da dove siamo partiti. Tutto il resto è mistificazione, e fa specie che mistifichi la realtà chi dovrebbe orgogliosamente rivendicare il suo ruolo, per essere stato insieme agli altri artefice della vittoria. Il negazionismo a scoppio ritardato è solo strumentalità politica. E c’è poco da fidarsi di gente così.
  2. MOBILITA’ URBANA. Si fa tanta ironia sulle numerose rotonde. Ma è forse perché non ci siamo abituati. Certo una rotonda non può far sparire di colpo le macchine, ma regola meglio il traffico di un incrocio a semafori. La riapertura a doppio senso di Viale Europa è un’altra decisione sensata. Per chi arriva da fuori, la sensazione è di trovarsi in una città davvero più europea rispetto a quella che visitava 5 anni fa. Ricordo bene peraltro che fino a qualche anno fa le campagne elettorali si giocavano anche sul traffico. Oggi la voce sembra essere sparita dalla lista dei problemi, e qualcosa vorrà pur dire.
  3. SPOSTAMENTO DEL MERCATO. Anche qui le critiche strumentali non mancano. Si dice che sia stato uno spostamento elettorale. Poi si scava, e si scopre che per spostarlo ci sono voluti 4 anni di lavoro; tanto quanto per costruire l’intero edificio che ospita l’ospedale di Madonna delle Grazie. E si rischiava di non riuscirci nemmeno. Per questo l’accelerata finale deve ricevere un plauso: le elezioni ed un eventuale cambio della guardia avrebbero forse compromesso la mole di lavoro e i soldi già reperiti e spesi. Un’amministrazione meno testarda, avrebbe ceduto alle pressioni della minoranza di ambulanti intransigenti, che comunque continuano in maniera del tutto ingiustificata e inopportuna.
  4. BILANCIO IN ORDINE. Dovrebbe essere al primo posto, ma mi rendo conto che non è un argomento che appassioni. Eppure è la radice di tutto. Abbiamo un bilancio a posto, con una cassa di 17 milioni di euro, non spendibili come si vorrebbe per via del patto di stabilità; ma che ha consentito di anticipare somme anche di altri enti, permettendo quindi ai servizi di continuare ad essere erogati con continuità. Al meridione d’Italia, un caso di scuola del buon Governo.
  5. SALVATAGGIO CASAM. Per me che con la Casam e i suoi servizi ci sono cresciuto, il passaggio al servizio Miccolis è quasi fantascienza. Ed è stato un passaggio indolore: servizi migliorati, nuove pensiline elettroniche, nuovi mezzi. Soprattutto, nessuno dipendente licenziato. La politica non c’entra proprio nulla nell’aver contribuito a sostituire senza danni, anzi con evidenti miglioramenti, un’azienda decotta e inefficiente? Siamo nel Paese dei salvataggi multipli e goffi di Alitalia, non ce lo dimentichiamo. Al meridione d’Italia, un altro caso di scuola del buon Governo.
  6. OPENDATA. Da una parte è un obbligo di legge, al quale però il Comune si è immediatamente adeguato. Dall’altra è facile rilevare come non basti rendere pubblici i dati se poi non sono facilmente navigabili ed usufruibili: non ha alcun senso avere a disposizione un’enorme biblioteca, se manca ad esempio un catalogo dal quale cercare velocemente quello che ci serve. L’apertura dei dati è dunque solo il primo passo di un’amministrazione dalle mura di vetro. Ma il processo è iniziato, e sarebbe sciocco fermarlo. L’allineamento dei database ha anche permesso, primo comune capoluogo in Italia a farlo, di stampare da casa i modelli per le tasse locali. E presto ci sarà un portale unico dal quale poter accedere alle informazioni ed effettuare i pagamenti. Matera Smart è alle porte. Qualcuno sghignazza, ma io applaudo.
  7. GESTIONE DEL CROLLO DI VICO PIAVE. Questa grave emergenza è stata gestita in maniera esemplare dal Comune. Nessuno è stato lasciato solo. Tutte le persone coinvolte sono state soccorse, e hanno oggi un tetto sopra la loro testa, forzando in alcuni casi anche le norme in materia. Le perplessità che hanno portato alcuni a protestare sui giornali, riguardano timori legati alla ricostruzione. La vicenda è però molto complessa, con risvolti giuridici e giudiziari tutt’altro che certi, che ci auguriamo possa presto trovare una soluzione che metta tutti d’accordo. Il limite di questa amministrazione è forse stato di carattere comunicativo, il non rispondere mai alle polemiche, per dichiarata volontà dell’amministrazione comunale di portare rispetto al dolore delle vittime, nella certezza che qualunque sforzo prodotto, sarebbe stato comunque insufficiente a porre totale riparo al danno subito.
  8. RECUPERO SPAZI PUBBLICI. Il Convento di Santa Lucia è finalmente ultimato, e il prossimo anno cominceranno i corsi della scuola di restauro. Altri spazi recuperati: Casa Cava, Il diurno di Piazza Vittorio Veneto, il Parco del Castello, Piazza Matteotti (risistemata con la famosa panchina di Matera2019), il Parco IV Evangelisti …..
  9. ZTL SASSI. La vicenda ZTL nei Sassi è complessa e viene da lontano. Occorre che residenti ed operatori, e anche gli stessi cittadini da sempre abituati ad usare i Sassi come una tangenziale per evitare il traffico dal centro a Matera Sud e viceversa, capiscano che presto o tardi, i Sassi dovranno essere completamente pedonalizzati. Occorre abituare gradualmente all’idea; passi avanti in questo senso, in 5 anni, si sono fatti, e Matera 2019 darà un forte impulso in questo senso: la chiusura pedonale di Piazza San Pietro Caveoso, fino a ieri un selvaggio parcheggio, dà la misura di cosa sarebbero i nostri antichi rioni senza le auto. L’infrastruttura è dunque pronta. Basta che siamo tutti d’accordo, e l’accendiamo.

+1 IL PROGRAMMA ELETTORALE. Un programma snello, fattibile, concreto. Un sistema di parchi urbani collegati a Piazza della Visitazione che sarà un giardino con parcheggio sottostante. Un Teatro polifunzionale simbolo di Matera 2019 lì nei pressi. Lo stadio spostato finalmente fuori città e al suo posto un centro polisportivo restituito ai cittadini tutti i giorni, non solo ogni due domeniche. Il programma del dossier di Matera 2019 rispettato alla lettera, che invece altri vorrebbero adesso cambiare, dimenticando che è un contratto con l’Europa. Un programma talmente semplice e fattibile che le poche indicazioni programmatiche arrivate dagli avversari, ricalcano queste proposte.

Ovviamente non tutto è stato fatto, e non tutto è stato fatto bene. Tra i principali limiti sui quali occorrerà lavorare di più e meglio, individuo la gestione degli spazi pubblici (un nome su tutti: Casino Padula); la gestione dei rifiuti, che dovrà accelerare la raccolta differenziata, ripensando completamente innanzitutto il nostro modo di produrli; la gestione dei flussi turistici che dovrà dare risposte ad una organizzazione puntuale e non più rimandabile. Fino a quello che a mio avviso rimane l’unico vero errore dell’amministrazione comunale uscente, e mi riferisco al Mulino Alvino, sia perchè ritengo (fermo restando che il Consiglio di Stato si occuperà della legittimità amministrativa) politicamente sbagliato non sottoporre il provvedimento al Consiglio Comunale, sia perché non si è preparata l’opinione pubblica a quanto si stava predisponendo: si è comunicato di voler effettuare un’operazione che salvasse il Mulino Alvino, ma hanno tutti visto un palazzone andare su, e il Mulino rimanere giù, e l’impatto non è stato ovviamente positivo. In realtà le leggi in vigore avrebbero permesso di costruire alloggi direttamente sul sito del Mulino, e questo è stato scongiurato. Ma nessuno lo sa…

Su tutti questi aspetti quindi, a guardare bene, ci sono attenuanti e addirittura, scavando a fondo, letture diverse da quanto emerge in superficie ed in apparenza. Il centrosinistra dovrà allora molto migliorare la propria comunicazione durante tutto il corso del suo mandato, se verrà riconfermato, perchè tentare poi di spalare in un solo mese di campagna elettorale le tonnellate di fango sotto il quale ci si è lasciati colpevolmente seppellire in cinque anni, è sempre compito arduo. Chi ha tv e trombettieri pronti a sparare disinformazione senza alcun contraddittorio ha vita facile, e lo abbiamo sperimentato in venti anni di berlusconismo a livello nazionale. La situazione qui non è molto diversa, abbiamo anche noi il nostro Emilio-Fede-slurp, ma ancora più rozzo e subdolo, quindi più pericoloso.

Ho comunque apprezzato che in questa campagna elettorale non si siano accampate scuse, non ci si sia mai sottratti al confronto e alla responsabilità rispetto ai limiti di azione riscontrati, ma siano state lanciate proposte costruttive proprio su questi aspetti. E proprio per questo, anzi, Salvatore Adduce abbia chiesto di completare l’opera, proponendo (prima volta a Matera da quando c’è l’elezione diretta del sindaco) la riconferma per altri 5 anni. 

A mio avviso, quindi, si può e anzi si dovrebbe fare. Anche perché dall’altra parte c’è una macedonia inguardabile, che non promette nulla di buono, peggiorata addirittura rispetto a quella che nel 2007 fece affondare Buccico dopo pochi mesi di immobilismo. Matera 2019 richiede poi energia: il sindaco dovrà essere in questa fase più che mai un ambasciatore della materanità, continuare un viaggio senza soste per attrarre investimenti non solo pubblici per colmare definitivamente il gap che abbiamo accumulato in oltre un secolo. L’occasione è questa, non ne avremo un’altra. Un sindaco stanco e comodo in poltrona, che non va oltre Picciano, non potrà mai essere un buon sindaco.

E senza contare che, al di là di come se la raccontano, da quella parte c’è qualche scheletro nell’armadio di troppo. E loro unico obiettivo sembra essere ritornare ad avere il monopolio della gestione del settore culturale, come è stato fino a ieri, fino a quando un processo popolare guidato da un sindaco che ci ha fortemente creduto, ha strappato la coccarda agli oligarchici club esclusivi che la detenevano gelosamente, e lo ha riconsegnato alla città. Si vorrebbe restaurare il passato, ma noi vogliamo guardare al futuro.

Il 2019 è infatti troppo prezioso, per rischiare di cambiare, e poi pentirsene, e solo per il gusto di farlo.

Matera deve ancora vincere.

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8 pensieri su “Vale la pena rischiare, per il gusto di cambiare? 9+1 motivi per riconfermare Salvatore Adduce

  1. Pingback: Appello ad un elettore incerto | Democrazia e Sviluppo

  2. Paolo Tritto

    Purtroppo non è una cosa automatica. George Bush senior si presentò agli elettori dicendo che nel corso del suo mandato era caduto il muro di Berlino e che l’Unione Sovietica si era disintegrata. Per un americano ciò rappresentava il più grande successo politico immaginabile. Nonostante ciò, George Bush senior fu mandato via a calci nel sedere. Forse proprio a causa del fatto che aveva demonizzato il suo avversario.

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    1. NC Autore articolo

      Ho riportato 9 risultati abbastanza oggettivi. I suoi sooi chiacchiere da bar, dettate da un certo pregiudizio. Gliele lascio e mi auguro di farla ricredere: se la politica non fa sognare, non vale la pena di farla.

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  3. NC Autore articolo

    No, è che le sue consideraziono sono giudizi personali e non oggettivi, pertanto intavolare una discussione sarebbe solo una inutile perdita di tempo. La lascio con i suoi giudizi e le sue certezze, io ho espresso le mie.

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  4. enzo

    N.C. Avrei preferito una sua risposta ad i dubbi da me sollevati. Devo considerare il suo silenzio un assenso a ciò che ho sollevato? Oppure il suo sindaco le ha detto che delle cose che non vanno(ztl etc) e meglio non parlarne per evitare l’ennesimo autogol.

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  5. enzo

    9+1 cazzate per prendere in giro il cittadino delle 9 cose che hai nominato non ce ne sta una portata a termine in maniera corretta e trasparente. Per non parlare poi della totale inutilita’ degli open data e della ztl mai entrata in funzione passando per l’abuso vergognoso fatto di matera 2019 logo compreso usato per volgare campagna elettorale, passando per viabilita’ mal gestita guide abusive dappertutto che importunano i turisti, scorrettezze e giochi sporchi dovunque conditi con incarichi fiduciari sempre ad i soliti noti amici del sindaco

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