Mulino Alvino, la verità batte la propaganda.

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di Salvatore Adduce

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

La decisione del Consiglio di Stato stabilisce il corretto comportamento dell’Amministrazione comunale in ordine alla vicenda del mulino Alvino e fa giustizia degli attacchi polemici rivolti nei confronti dell’amministrazione comunale e degli uffici comunali sottoposti a una vera e propria campagna denigratoria arrivata persino a criticare la costituzione in giudizio del Comune di Matera. In quest’ultimo caso siamo al delirio: veniva consigliato da taluno di non esercitare il diritto sacrosanto alla difesa degli interessi generali della città.

In questi anni abbiamo operato ispirandoci costantemente al criterio della separazione delle competenze tra gli organi politico amministrativi e quelli gestionali che, come è noto, appartengono esclusivamente alla dirigenza dell’ente. Ma al tempo stesso non ci siamo sottratti ad una valutazione di merito e in questo caso abbiamo positivamente valutato un progetto che, come più volte ribadito, consente di salvare l’ultimo documento della gloriosa storia della pasta e del Pane di Matera, lo storico opificio Alvino.

Il risultato consente di consumare meno suolo rispetto a quanto già previsto. Infatti, degli originari 140 alloggi già previsti dal primo piano casa di cui ben 90 nell’area del mulino Alvino e 53 alloggi in via Dante, se ne prevedono soltanto 43 in via Dante. In tal modo si è ridotto il numero di alloggi (cento alloggi in meno), si riduce consumo di suolo e ulteriore cementificazione e si evita la perdita di importanti testimonianze della storia agroindustriale della città come purtroppo è già successo in epoche diverse per il mulino Andrisani, in via Lucana, (oggi piazza Mulino) e con il mulino Quinto e Manfredi.  Il Mulino Alvino diventerà ora il luogo dove produrre e raccontare all’Europa questa nostra gloriosa tradizione. La città di Matera anche in questa occasione ha dimostrato lungimiranza e buon governo.

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