“Controsenso” chiamarlo giornalismo

Sabato esce a Matera l’innocuo giornaletto “Controsenso”. Leggetelo, o comprate Topolino, tanto è lo stesso: non aspettatevi cioè di trovarvi notizie; quelle non le vedono manco se le hanno sotto il naso.

Già più volte ho beccato il loro solerte giornalista, famoso per aver ammorbato negli ultimi due mesi le palle degli utenti facebook materani con foto di bidoni dell’immondizia tracimanti e poveri turisti incontinenti alla vana ricerca di un water pubblico, a scrivere sciocchezze e falsità pur di attaccare l’amministrazione comunale uscente (ah, poi venitemi a parlare di correttezza delle campagne elettorali, siiiiiiiii?).

Il caso più eclatante di parzialità e provvidenziale confusione mentale, era riferito allo spostamento del mercato del sabato al paip 2. Ricorderete che saltò per una settimana perché il Tar accolse d’urgenza un ricorso da parte di un piccolo gruppo di ambulanti. Il nostro eroe, che sta al giornalismo come Cuccuruccù alla satira, mise in giro la voce sui social e sul suo pezzo di carta, che il Tar avesse concesso la sospensiva perché – nientemeno – la delibera era scritta male. La tesi è naturalmente che é #colpadiAdduce qualunque cosa succeda (chissà adesso come faranno, poverialloro), e spiegargli che non era proprio così, linkargli estratti di diritto amministrativo, leggergli gli interventi di illustri legali intervenuti nella diatriba, non servirono a farlo desistere. La colpa era di Adduce, punto e basta. Peccato che una settimana dopo, il tar annullasse la sospensiva e il mercato (in attesa del giudizio di merito, va detto, perchè non siamo una testata giornalistica e siamo un blog con idee politiche definite e dichiarate, ma non per questo scriviamo cazzate) si è da allora tenuto al Paip 2. Tanto male non era scritta la delibera, allora… Ma intanto l’effetto sputtanamento era stato ottenuto, e in giro sentivi gente con la testa piena di idee assurde sulla vicenda. Bravo, missione compiuta. Ti daranno il premio Puh!litzer.

Però il nostro giornalista, sempre pronto a spammare notizie spesso senza fondamento, purché abbiano la caratteristica di andare in culo anche di striscio ai suoi nemici politici, ieri si è ben guardato dal dare la notizia che il Consiglio di Stato ha accertato che nella vicenda Mulino Alvino si è rispettata la procedura prevista dalla norma. Lo zelante giornalista iscritto all’ordine e penna prestigiosa (eeeh!) della prestigiosa testata materana iscritta al Tribunale (mecojoni! mica è solo un blog di famigghia!), ha però dormito, e quando si è svegliato, tra uno sbadiglio e l’altro ha messo addirittura in discussione che fosse una notizia! Pinz ‘nzic come stiamo messi a informazione, nella Capitale Europea della Cultura…

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Cosa avrà risposto secondo voi lo 007 del giornalismo lucano, messo di fronte all’evidenza? Insulti. Insulti. Insulti.

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A lui non gliene sbatte una beata minchia, e non gliene importa. E ai cittadini? Importa essere correttamente informati?

Inutile sarà forse ricordare che per deontologia professionale “il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato “obbligo inderogabile”. Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’esercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 Cost. “appartiene al popolo”. Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un consapevole esercizio della sovranità.

Chissenefrega dei cittadini. Chissenefrega della collettività.

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Controsenso è infatti chiamarla informazione. Controsenso è appunto chiamarlo giornalismo.

Piuttosto chiamatelo “giornalismo di partito”.

Così, ha già più senso.

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Un pensiero su ““Controsenso” chiamarlo giornalismo

  1. giovanni

    Sei andato a scomodare addirittura la deontologia professionale dimenticandoti che il “dovere di verità” al quale tu ti riferisci è applicabile qualora io decida di scrivere un pezzo e dunque non si applica a qualcosa di cui non ho scritto. Ad ogni modo non prendo suggerimenti da un rosicone come te Nino Carella su quello che devo scrivere o non scrivere. Se permetti lo decido io di cosa scrivere, quando scrivere e se scrivere. Il tuo “attacco” sgangherato dal tuo altrettanto sgangherato blog, letto meno del giornale della parrocchia (puoi solo sognare di essere come Topolino che vende oltre 300mila copie a settimana in Italia) non fa altro che confermare di essere sulla strada giusta. Grazie, intanto, per lo spot omaggiato dal tuo giornale parrocchiano: perchè se qualche tuo parrocchiano non conosceva Controsenso, sabato lo andrà a cercare. Infine ti ricordo che se devi fare paragoni fai in modo che siano calzanti e pertinenti dal momento che Topolino non è gratis (costa 2,50 euro) mentre Controsenso viene distribuito in 15.000 (diconsi quindicimila) copie GRATIS, in tutta la Basilicata. Più di quanto vende Topolino in Basilicata. Questi sono i fatti. Il resto sono solo le farneticanti illazioni di Nino Carella un servo di potere in disarmo.

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