A Matera niente tavolini. Solo bagni.

Via Ridola ridotta ad un enorme vespasiano? Avevamo ironizzato in passato su questa fissa dei bagni pubblici che sembra tarantolare l’attuale amministrazione comunale, già a partire dalla campagna elettorale. Come se l’accoglienza turistica a Matera si riducesse tutta nell’agevolare i turisti nell’evacuazione delle proprie vesciche e intestini crassi.

Ma dopo le chiacchiere arrivano i provvedimenti, e il combinato delle disposizioni emanate non lascia spazio a dubbi: il sindaco De Ruggieri vuole davvero trasformare la città in un unico, grande ed accogliente cesso…

Ma andiamo con ordine. Oltre alla decina di bagni pubblici provvidenzialmente affittati per la Festa, e disseminati in città, il Comune invia una lettera ai commercianti, pregandoli di mettere a disposizione dei turisti i bagni delle proprie attività.

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Bene, anzi ottimo, direi. Sensibilizzare gli operatori commerciali all’accoglienza turistica è una giusta preoccupazione che l’amministrazione comunale deve avere.

Contemporaneamente arrivano però le lettere che sospendono temporaneamente le autorizzazioni a tenere fuori da bar, ristoranti e pizzerie, sedie e tavolini. Direte: beh certo, deve passare il carro. Ma allora perchè sospendere le autorizzazioni anche in via Ridola, e perché sospendere le autorizzazioni a partire già dal 29 giugno, e per tutta la giornata?

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Si dirà, per agevolare lo struscio. Ma il danno economico arrecato ad esercizi che proprio nei giorni di maggiore afflusso in città non possono contare sul valore aggiunto determinato dall’uso loro “terrazze” esterne, chi lo ripaga? Come se non bastasse, li si invita pure a lasciare i bagni aperti! Difatti il risultato è che molti hanno deciso di chiudere. Niente tavolini, niente bagni.

E fa specie che ad avere una così singolare concezione delle imprese di ristorazione (niente tavoli grazie, vogliamo solo i vostri bagni) sia una amministrazione composta da uomini di commercio, e che per collocamento politico dovrebbe essere molto vicina alle esigenze di imprenditori e commercianti.

Ma basta parlare con loro per capire che queste prime uscite del nuovo sindaco stanno creando perplessità e malumori, dettate come sembrano da faciloneria amministrativa e improvvisazione politica che non fanno certo bene ad una città in fase di start-up come la nostra.

Peraltro stride assai il silenzio delle associaziono di categoria, in passato così zelanti e solerti a rimbrottare contro decisioni di dubbio gusto della passata amministrazione. C’è per caso qualche conflitto di interessi che crea imbarazzi?

Credo in ogni caso che sia opportuno addrizzare il tiro. Qualche bagno (magari inutilizzato, ma pagato dal contribuente) in meno, e qualche servizio in più – non certo igienico! – è quello che chiedono i nostri turisti, pardòn, i nostri abitanti temporanei.

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