Lascia o raddoppia (le tasse ai materani)?

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Molti cittadini materani stanno in questi giorni prendendo atto dell’aumento di Tari e Tasi deciso dal Comune di Matera. Peraltro una delle poche decisioni prese finora dalla nuova amministrazione di centrodestra, guidata da Raffaello De Ruggieri.

Sui social i commenti si sprecano, ed è forse il caso di fare un po’ di chiarezza.

E’ vero: l’aumento delle tasse era previsto, causato dalla chiusura della discarica di La Martella e della conseguente necessità di provvedere altrimenti. In attesa di trovare nuove soluzioni al problema, il trasporto dei nostri rifiuti fuori sede ha determinato infatti un aumento esponenziale dei costi, rispetto a prima, quando li sotterravamo comodamente sotto casa.

E’ falso invece che in Comune ci sarebbe un buco di 18 milioni lasciato dalla precedente amministrazione. La bufala nasce da un comunicato stampa di Gianni Rosa, il quale addebita però ad Adduce di non aver accantonato “riserve” per gestire i costi di chiusura della discarica materana. Come dire che siete in difficoltà perchè non avete accantonato i soldi per mandare vostro figlio all’università. Certo risparmiare sarebbe sempre consigliabile, ma non si tratta certo di un buco, inteso come soldi che dovevano esserci e invece mancano, per frode o truffa. Sarebbe peraltro facile governare coi soldi degli altri. Inoltre fatti e dati erano noti, come vedremo più avanti, e non è che si può cascare dal pero adesso.

In ogni caso, detto questo, c’è da aggiungere che la decisione di reperire maggiori risorse finanziarie per far fronte ai maggiori costi per il trattamento dei rifiuti, tassando i cittadini, piuttosto che in altro modo, è tutto merito del sindaco De Ruggieri e della sua giunta. Di nessun altro.

Ad agosto l’opposizione aveva infatti presentato un emendamento al bilancio che reperiva risorse rettificando alcune voci di accantonamento (ad esempio per liti, sovradimensionata). Peraltro nell’occasione rese noto che un aumento della tassazione era comunque fuori termine e sarebbe stato passibile di numerosi ricorsi. Ma la giunta De Ruggieri è andata dritta come un treno: bisognava tassare i cittadini a tutti i costi, non c’erano santi, anche se si era fuori tempo massimo. Altre soluzioni non sono state quindi prese nemmeno in considerazione. Nemmeno la lettera del Ministero che intimava di ritirare la delibera, perchè illegittima (anche se è in corso da parte del Parlamento una sorte di sanatoria), ha potuto negare a De Ruggieri la gioia di vedere più che raddoppiato il contributo dei cittadini alle casse comunali, fino a ieri tra i più bassi d’Italia.

Eppure ricorderete tutti i cartelloni 6×3 dai quali l’attuale Presidente del Consiglio comunale, main sponsor del sindaco spellatore, chiosava sicuro che avrebbe dimezzato le tasse ai materani, se avesse vinto le elezioni.

Non raddoppiate.
Nemmeno lasciate uguali.
Proprio dimezzate.

Orbene, è chiaro che non le ha vinte lui; ma si è pur apparentato con chi poi le ha vinte, e oggi occupa un posto di potere di rilievo. Ci si aspettava dunque quantomeno un po’ di resistenza, una battaglia politica per imporre le sue diverse idee. Invece niente. Nemmeno una protesta. Un no con la mano. Un’alzata di sopracciglio.

Dico questo anche perchè sul punto il suo programma elettorale, manifesto a parte, era piuttosto chiaro. Lo si può ancora leggere sul suo sito internet: “Ridurre le tasse comunali del 50%, una operazione sostenibile, studiata nei minimi dettagli dai nostri tecnici“. Mecojoni! E mo’ tutto sto lavoro dei tecnici lo buttiamo a mare? Eddai, non si fa! Poveri tecnici.

Addirittura ci si vantava che “Abbiamo studiato dettagliatamente i bilanci del Comune di Matera in questi anni“. Deduciamo da questo che non abbia trovato alcun buco da 18 milioni, che se no lo avrebbe studiato davvero male. Ma presegue: “vi sono molte voci inutili ed improduttive che vanno eliminate del tutto. Inoltre, molte altre risorse economiche possono essere ottimizzate, migliorando l’efficienza dei servizi e riducendo la spesa. Tuttavia, una grossa fetta di questo risparmio è connesso ad una nuova politica della gestione dei rifiuti“.

Insomma non più tardi di cinque mesi fa Tortorelli era convinto (avendo studiato i bilanci del Comune, eh) di poter ridurre sensibilmente le già basse tasse ai materani. Anche rivedendo la gestione dei rifiuti, cosa che non è avvenuta. Si dirà che partire con un nuova gestione dei rifiuti non è possibile nell’immediato, ed è una risposta comprensibile. Tuttavia se la nuova amministrazione si sta avviando verso la strada indicata da Tortorelli, non era possibile evitare il raddoppio (momentaneo, dobbiamo dedurre) delle tasse ai cittadini, visto che tra qualche mese o anno si ridurrano sensibilmente grazie alle nuove politiche di gestione delle spese e del ciclo dei rifiuti? Non era ad esempio possibile ridurre, tanto per cominciare, e per dare il buon esempio ai cittadini – che quando si tira la cinghia il primo cittadino non può mica diventare l’ultimo – le spese di giunta (ben 9 assessori) e staff (tutti stipendiati a carico del Comune, cioè nostro, mentre la passata attingeva copiosamente da dipendenti comunali o regionali a costo zero), tanto per cominciare?

Beh, secondo me si poteva eccome. Aveva ragione Tortorelli, quello dei manifesti in campagna elettorale. Non si è voluto, piuttosto. Ma questo bisognerebbe avere il coraggio di dirlo ai cittadini, e spiegare perchè, senza cercare  improbabili scuse. È stata una scelta politica, affatto inevitabile.

Certo fa specie che i cinque anni di Adduce, caratterizzati da marcati tagli dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni (Matera ad esempio ha dovuto rinunciare a 14 milioni di euro) abbiano visto una graduale riduzione della pressione fiscale. Ora invece che arrivano i soldi (28 milioni stanziati dal Governo per Matera 2019), le tasse aumentano.

C’è qualcosa che non torna. Sarà la capacità di governare? Beh, quella in verità, speriamo torni al più presto.

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