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L’abitante culturale su Facebook

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Ogni mattina un materano si sveglia, e sa che dovrà correre al PC per informare tempestivamente il popolo di concittadini culturali sul prosieguo della sua giornata.

Ecco quindi un elenco non conclusivo nè esaustivo delle principali azioni da compiere in maniera pressochè quotidiana per potersi vantare di essere un vero abitante culturale medio su facebook:

  1. Dare il buongiorno sul gruppo “sei di Matera se”. In alternativa si offra un caffè virtuale fatto di pixel. Non ha alcun gusto, ma in compenso costa meno di uno vero al bar.
  2. nella quotidiana ispezione in mezzo alla piazza (il materano medio è mediamente disoccupato, o anche se occupato, tende a disertare il posto di lavoro, con il placet del suo diretto superiore, che anche qualora fosse, chessòio, un Prefetto per dire, giustificherebbe con materana rassegnazione il comportamento del proprio sottoposto, in quanto antropologicamente insito nel suo Dna) raccogliere foto di marciapiedi sfasciati, erbacce incolte, presunti abusi edilizi e postarli con tempestività sul social network al grido di “vergogna!”, non dimenticando di taggare l’assessore preposto al ramo;
  3. ringraziare l’assessore preposto al ramo per il tempestivo intervento sul social network riguardo al problema segnalato;
  4. Se si è litigato con la propria commare, scrivere un ambiguo e sibillino post su facebook che suoni come una verità universale, del tipo: “le persone vere non ti giudicano proprio quando hai più bisogno di loro :-(“, ignorando i successivi commenti sulla variante del “che è successo?” per aumentare subdolamente il grado di tensione e suspence nel mondo (mica solo tu devi soffrire, eccheccazzo);
  5. Vantare le superiori qualità organolettiche della cibaria “Made in Matera”, soprattutto se in relazione e confronto con quella del circondario, al grido di: “che ce frega de Altamura anche se hanno il Pane DOP”;
  6. Leggere gli articoli del Quotidiano di Basilicata (online, se da casa o dall’ufficio, cartaceo solo al bar) sul dissesto finanziario del Comune di Potenza. Resistere alla tentazione di esternare un certo non so che di soddisfazione, non sia mai che gli altri abitanti culturali ti facciano notare che invece il bilancio del Comune di Matera è in pareggio: verrebbe meno la possibilità di adoperarsi efficacemente per il successivo punto n. 7;
  7. Lamentarsi del Comune e della Regione (la Provincia no, che tanto il materano medio pensa sia stata ormai abolita) per qualunque problema, anche di carattere personale. Se si è otturato il cesso di casa, non dimenticare di postare tempestivamente il problema sul social network, taggando l’assessore al ramo;
  8. Candidarsi a sindaco per le amministrative 2015, o quantomeno minacciare di organizzare una lista civica per la rivoluzione del proletariato;
  9. Assolvere il proprio quotidiano dovere civile e politico scrivendo un post su un argomento a piacere: petrolio, vetero-cultura, ztl nei Sassi, PD, fame nel mondo;
  10. Se sei amico del Comitato Matera2019 lodare ogni cosa fatta e in procinto di essere fatta dal comitato Matera2019; se non sei amico del comitato Matera2019, criticare ogni cosa fatta e in procinto di essere fatta dal comitato Matera2019. Basta che non vi parliate tra di voi, se non per lanciarvi reciproci insulti (culturali, si intende).

😉

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Conosco il nome del futuro sindaco di Matera

Oggi ho vissuto un’avventura straordinaria. Mentre con il mio amico Stefano percorrevo la Basentana alla velocità di 88 miglia orarie, il display sul custrotto della De Volvean ha cominciato a girare all’impazzata.

Stavamo parlando delle elezioni amministrative del 2015 e, caso strano, siamo stati catapultati proprio nel 2015, con tanto di fuoco e saette dal posteriore (della macchina).

Rientrati fortunosamente dopo mille peripezie nel 2014, siamo a conoscenza del nome del futuro sindaco di Matera.

Naturalmente, non possiamo rivelarlo, perché causerebbe un paradosso temporale il cui risultato potrebbe provocare una reazione a catena che scomporrebbe la tessitura del continuum tempo-spazio, distruggendo l’intero Universo.

O quantomeno, l’intera (futura) Capitale.

Ma una cosa ve la possiamo rivelare: saranno cazzi vostri. Mettetevi in salvo.

#iovelhodetto

#sischerza

#matera2015 #matera2019 #ecoc2019

 

 

 

 

Le 10 regole per sembrare abitanti culturali di #Mt2019

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Le 10 regole per sembrare abitanti culturali della Capitale. Da imparare a memoria prima del 2019. Sono in media solo due all’anno, ce la possiamo fare.

1) Se un turista ti ferma per strada chiedendoti se Matera era un centro della Magna Grecia, trattieni l’istinto di rispondere “Matera è il centro del Magna-Magna…”;

2) Prendi atto e diffondi il verbo, che se a Roma “tutte le strade portano alla Capitale”, a Matera i materani percorreranno sempre e solo Via Lucana;

3) Se un turista afferma di essere arrivato in treno, evita di buttarti ai suoi piedi in venerazione come se avessi appena assistito al miracolo della resuscitazione di Lazzaro;

4) Se un turista si lamenta del poco verde della Capitale, portalo a fare il giro delle rotonde e spiega che messe una a fianco all’altra coprirebbero l’Amazzonia.

5) Se un malcapitato turista finisse fuori dal circuito principale Sassi-Murgia e cominciasse a mettere a fuoco i tremendi parallelepipedi di cemento della periferia, prima che possa aprir bocca avverti subito il 2019-1-1 (pronto intervento della Fondazione per emergenze culturali);

6) Se un turista ti ferma, e dopo averti raccontato di aver percorso i 2000 km tra Monaco e Bari in due ore, e i 60 tra Bari e Matera in 3, ti chiede come diavolo fa Grima a dire che il gap infrastrutturale è più psicologico che reale, rispondi che il profilo di Grima è sotto attacco hacker (funziona, già collaudato). Evita poi di dargli il numero di tuo cugino per riaccompagnarlo all’aeroporto al ritorno per soli 50 euro.

7) Se un turista in Piazza San Pietro Caveoso ti chiede “dove sono i sassi?” cercandoli sconsolato per terra, evita di stenderlo con un gancio destro sul muso;

8) Se ti fermano per strada, e ti pongono una domanda della quale ignori completamente la risposta (e magari anche la lingua nella quale la domanda è formulata) rispondi sempre: “Pasolini.”;

9) Se ti chiedono informazioni sul funzionamento della ZTL dei sassi, inumetta l’indice e sonda potenza e direzione del vento, alza gli occhi al cielo allargando le braccia mormorando formule arcaiche, fai finta di pensare a qualcosa per dieci minuti e poi rispondi: “Dipende. Le conviene parcheggiare in divieto di sosta in via Vena. No, le multe non le fanno”;

10) e infine, se qualcuno ti chiede indicazioni per raggiungere Altamura e con l’occasione della visita alla capitale assaggiare il famoso pane, sopprimi l’istinto di risolvere la questione a capocciate e sìi sportivo: digli che il Pane di Altamura è buono, ma quello di Laterza é uno spettacolo.