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E-lettera ai giovani, eletti e non eletti.

Ho letto molti post e ascoltato molte dichiarazioni, nel dopo elezione. Ringraziamenti di rito, ma anche alcuni improperi. Smaltire la delusione di un consuntivo inferiore a quanto preventivato è sempre difficile.

Com’è noto ai 4 lettori di questo blog, anche alcuni nostri amici erano candidati a sostegno del centro sinistra e del sindaco Salvatore Adduce. Non vogliamo trovare scusanti e quindi diciamo subito che il risultato complessivo è al di sotto delle nostre aspettative. Ad esempio Stefano si è piazzato “solo” 163imo su 728 candidati, in ordine di preferenze. Senza mani sul capo, tutto sommato un buon risultato, ma troppo lontano dalla zona calda.

Però aggiungendo i voti generosamente procacciati uno ad uno anche da Simona e Carlo, abbiamo portato a Salvatore Adduce oltre 160 voti. Voti strappati alla protesta, o al non voto, considerando le nostre storie personali. Ed era questo il nostro primo e minimo obiettivo.

Non eravamo infatti noi i protagonisti in campo. Già dopo il 17 ottobre scorso, abbiamo rinunciato a qualsivoglia giochino tattico per portare avanti un unica grande idea: la riconferma – per la prima volta a Matera – di un sindaco uscente, protagonista di una stagione straordinaria per la città. E con l’intenzione di aiutare questo partito, questa coalizione, questi amministratori, a fare sempre meglio e sempre di più, anche rispetto a temi qualche volta accantonati o gestiti senza la necessaria forza e decisione dimostrata per altri.

E abbiamo alla fine, quasi inaspettatamente, trovato un gruppo, un partito, o almeno un abbozzo embrionale di quello che potrebbe essere. Formato peraltro soprattutto da giovani, volenterosi e disinteressati. E’ una novità che non può passare sottobanco, travolti dal frastuono della campagna elettorale.

Ed è quindi a loro che rivolgo già adesso il mio pensiero; a Carlo, a Simona, a Stefano, certo; ma anche a Nicoletta, a Luigi, a Roberto, a Flores, ad Antonio, a Giovanna, ad Antonello, ad Anthony, a Mariarosaria, e a tutti i ragazzi che si sono impegnati per questo progetto comune: siete voi il futuro di questa città. 

Utilizzate dunque questi cinque anni per imparare. Siate vicini alla politica, in modo sano e costruttivo, chiedendovi cosa potete fare voi per lei e non cosa lei (o loro) possono fare per voi. Augurandoci anche che, chiuse le urne, ci sia ancora un partito pronto ad accogliervi ed orientarvi. Perché questa è la vera sfida che la rielezione di Salvatore Adduce ci consegnerebbe: recuperare il tempo colpevolmente perduto in questi anni, per formare e costruire la nuova classe dirigente della città, e della Regione.

Non disperdiamo allora l’energia ritrovata in questa bella battaglia. Insieme possiamo davvero cambiare le cose che non vogliono cambiare. Perché invece molte altre, stanno già cambiando.

In bocca al lupo a voi, e alla nostra grande e bella città.

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La verità sul mercato a Matera, e gli scenari possibili

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Sui social in questi giorni tiene banco la vicenda del mercato a Matera.

I fatti: dopo 30 anni di disagi e imbarazzi sul tema, e dopo 4 anni di tentativi concilianti per trovare una soluzione ampiamente condivisa da consumatori e commercianti sull’individuazione di una nuova area di mercato che liberi gli abitanti di San Giacomo dal peso che da troppi anni dovevano sopportare sul groppone, finalmente si giunge all’arrivo: la nuova area viene individuata, attrezzata, vengono predisposti gli atti amministrativi necessari al trasferimento, partono le comunicazioni a cittadini e ambulanti e l’area viene infine inaugurata.

I 4 anni necessari alla preparazione al trasferimento hanno però dato i loro frutti: 190 ambulanti su 210 accettano di buon grado; solo 3 (tre) su 210 rilevano che la riallocazione dei posti nella nuova area, secondo un criterio che necessariamente dev’essere differente per la diversa morfologia del sito, potrebbe danneggiare i loro affari. La cittadinanza esprime giubilo per la soluzione trovata. Tutto sembra filare liscio.

Le critiche. La critica maggiore che i detrattori ad ogni costo evidenziano, è che lo spostamento sia stato fatto di fretta e furia sotto elezioni. Peraltro sono in genere gli stessi che nei primi quattro anni di amministrazione lamentavano che il Comune non risolvesse il problema del mercato a San Giacomo. Insomma, al solito, come la fai la sbagli. Nella disciplina del pianto greco siamo campioni internazionali, nella specialità “chiagn e futt” siamo poi praticamente imbattibili. Personalmente ritengo non ci sia nulla di male che un’amministrazione tenti di accelerare processi che partono da lontano, se sono a pochi mesi dal vedere la luce. I fatti dovrebbero parlare più e meglio delle parole, ed è chiaro che chi ha lavorato per anni ad una soluzione ormai in dirittura di arrivo, voglia scongiurare che a coglierne i risultati, senza alcun merito, sia l’amministrazione comunale successiva. Che le elezioni abbiano dunque accelerato le cose, non mi pare insomma tutto questo scandalo. Come diceva la mia maestra a scuola ai suoi alunni, non importa quanto ci mettete a risolvere un problema di matematica, l’importante è che lo risolviate. A questo si aggiungono cavilli e vincoli, interessi e rapporti di forza che complicano le cose, fattori troppo spesso ignorati dai cittadini e che la prossima amministrazione comunale dovrebbe sforzarsi di comunicare di più e meglio, per ristabilire quel minimo di fiducia tra Istituzioni e cittadini, che è il nostro primo e massimo obiettivo.

Il ricorso. Come si può leggere nel dispositivo del Tribunale del Tar di Potenza, la minoranza degli ambulanti non d’accordo sul trasferimento chiedono di sospendere la delibera che di fatto sposta il mercato del sabato. Il giudice non entra nel merito della questione, non convoca il Comune per sentire le sue ragioni (inaudita altera parte), rileva solo che i ricorrenti lamentano un possibile pregiudizio se la delibera venisse eseguita, e il giudice potentinamente decreta che dato che il mercato si fa a San Giacomo da 30 anni, qualche mese in più di attesa non ammazzerà mica nessuno. E qui dimostra di non conoscere affatto la gravità della questione del mercato materano, che invece in passato ha creato proprio diversi problemi essendo in quel giorno impossibile alle ambulanze portare soccorso agli abitanti del quartiere. In ogni caso fissa la prima udienza al 13 maggio e congela provvisoriamente il trasferimento.

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Casi analoghi. Ho portato in questi giorni di discussione la mia esperienza diretta. A Pisa ad esempio, il mercato è stato spostato pochi anni fa in un’apposita zona allestita alla periferia della città, ai confini con la zona industriale. La differenza è che lì il mercato non è stato spostato di poche centinaia di metri, ma di alcuni chilometri, visto che si svolgeva direttamente in centro, sui Lungarni. Ci sono state all’inizio polemiche, dubbi e mugugni, ma di buon grado il mercato è stato alla fine spostato e oggi si svolge con successo analogo se non superiore al precedente, dal momento che la zona prescelta è molto più facilmente accessibile della prima. Nessuno si è mai nemmeno lamentato del fatto che la zona di mercato è servita da un solo servizio igienico, contro i 15 installati a Matera. Immagino invece le polemiche che avrebbero lanciato per aria i soliti 4 fanatici, qui da noi. Qui sotto una mappa che riporta i luoghi citati, per farsi un’idea.

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Gli scenari. L’amministrazione Comunale di Matera ha ieri operato una scelta che è sì amministrativa, ma soprattutto politica: ha comunicato ai commercianti riottosi che la volontà del Comune è confermare l’investimento e la promessa ai cittadini. Pertanto o accettano il trasferimento, o Matera potrebbe non avere un mercato settimanale fino a pronuncia del TAR.

I primi a rimetterci sono gli stessi ambulanti. Dovrebbero dunque essere i 190 commercianti che hanno accettato il trasferimento a imporre le regole della democrazia, e convincere la loro minoranza interna a ritirare il ricorso. Nei prossimi giorni in ogni caso il Comune avrà modo di rispondere al TAR, pertanto è possibile, sebbene improbabile, che la sospensione venga ritirata. In questi casi il prossimo sabato il mercato sarà effettivamente trasferito al PAIP2. La vittoria di Adduce sarebbe doppia, e da amministrativa, diventerebbe politica. Dimostrando al contempo che in politica va bene conciliare ed ascoltare, ma alla fine occorre pur decidere. Peraltro a più riprese l’amministrazione ha cercato di spiegare ai rappresentanti degli ambulanti che il Comune è disposto a monitorare la situazione, ascoltare in corso d’opera le osservazioni di cittadini e lavoratori, e intervenire con gli aggiustamenti che si rendessero necessari.

Se invece il muro contro muro di commercianti e Comune proseguisse (siamo in campagna elettorale, e mi auguro che nessuno degli altri aspiranti sindaci da sotto sotto foraggiasse la protesta, magari per tenere fede il più a lungo possibile a qualche spot elettorale da gufo) difficile dire cosa accadrebbe. Il mercato potrebbe essere sospeso a lungo, oppure l’area di San Giacomo potrebbe essere temporaneamente riattrezzata fino a pronuncia del TAR.

Personalmente mi pare di rilevare che per i materani il mercato non sia un appuntamento irrinunciabile, e che a rimetterci maggiormente da una lunga situazione di stallo, sarebbero proprio i commercianti. Peraltro miopi, nel non rilevare che certamente, per la curiosità e per l’ebrezza del nuovo, almeno i primi giorni di mercato nella nuova destinazione sarebbero stati iper-partecipati ed affollati, e avrebbero costituito per loro un enorme successo commerciale.

Infine, vale sempre il vecchio adagio: chi è causa del suo mal, pianga sè stesso. Con il ricorso, a mio modesto parere, i ricorrenti si sono dati la zappa sui piedi. Chi li assiste legalmente avrebbe duvuto essere un po’ più accorto.

 

 

Lezione di Opposizione n. 1 – “Il Pesce Morto”

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Il consiglio Comunale di Matera, nel suo piccolo, offre spunti notevoli per comprendere la politica e l’esercizio (spesso ahimè vuoto) della democrazia.

Ecco quindi la prima puntata di un breve videocorso che vi svelerà i segreti per una perfetta opposizione: quella che con una mano protesta, con l’altra chiede e spesso e volentieri ottiene. Per sé, non per tutti.

Quindi: se le avete provate tutte, ma proprio tutte, e non siete riusciti a combinare nulla nella vita, non disperatevi: c’è sempre l’opposizione.

Posto sicuro, reddito garantito, alta posizione sociale, e zero responsabilità.

Che poi, dovete solo fare finta.

Che mica davvero davvero.

P.S.: si ringrazia VideoUno per la concessione delle immagini del Consiglio Comunale. Il video dell’intera seduta del 14.04.2014 è qui.

Altro che Pesce d’Aprile: scendiamo in campo davvero!

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Alcuni hanno preso il comunicato di qualche giorno fa come un Pesce d’Aprile.

Certo, il giorno scelto per la sua diffusione non era dei più felici; può aver in qualche modo contribuito a generare l’equivoco anche il fatto che tra i tag il pesce era inequivocabilmente dichiarato…

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Ciò nonostante, il solo passaparola ha generato migliaia di visualizzazioni, centinaia di condivisioni, decine di contatti, alcuni letteralmente entusiasti, che ci onorano e ci gratificano.

Tuttavia il nostro intento era molteplice: stemperare la tensione di una campagna elettorale già rovente, che ha messo a segno già diversi colpi bassi, e che desideriamo invece affrontare con serenità, parlando di noi, delle nostre scelte, delle nostre idee e della nostra città; ma anche sondare il terreno di quanto il nostro impegno, finora, avesse positivamente seminato.

Riteniamo che il nostro gruppo abbia bisogno di crescere. Che le nuove generazioni che si sono affacciate alla politica vadano spinte ad impegnarsi, a studiare, a mettere il loro entusiasmo e la loro indipendenza nella gestione della cosa pubblica.

Di fronte a questa necessità, a questo obiettivo, abbiamo finalmente trovato un Partito aperto e disponibile, e desideriamo coglierne l’occasione. Un’occasione che, con il nostro carico di indipendenza e ci auguriamo anche di qualità, ci siamo faticosamente cercati e creati.

Misureremo quindi una squadra di giovani potenziali amministratori, candidati a consigliere comunale nelle liste a sostegno di un solido ed aperto progetto di centro sinistra, che parta da quanto già conquistato finora dalla città, per difenderne il valore dall’assalto dei soli noti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità e la trasparenza dei processi che ci accompagneranno verso l’appuntamento più importante della nostra generazione, quella di Capitale Europea della Cultura.

Un’occasione troppo importante per poter essere messa in ombra da interessi di parte, o dalle nostre singole ambizioni. Un’occasione che, se eleggeremo una classe dirigente capace e lungimirante, potrà avere positivi riflessi non soltanto su Cultura e Turismo, ma fungere soprattutti da attrattore di investimenti pubblici in infrastrutture, sulle quali siamo palesamente e storicamente in grave ritardo, e di investimenti privati in settori più tradizionali.

I nostri amici Stefano Fraccalvieri, Simona Iacovone, Carlo Berardi hanno già dato disponibilità all’impegno, e sono già al lavoro per portare il nostro progetto in tutte le case materane. Provando a spiegare a ciascuno dei nostri concittadini l’importanza fondamentale che un Consiglio Comunale formato da uomini e donne capaci ed indipendenti riveste per il nostro immediato futuro.

Sosteneteci, seguiteci, vogliateci bene. Porteremo avanti il senso comune del nostro impegno: apertura, trasparenza, comunicatività. E i nostri valori. Quelli di una generazione sempre tagliata fuori da un percorso di crescita personale e collettiva, e da un futuro che vogliamo riprenderci.

Poi, tra cinque anni, sarà il 2020.

E non è detto che sia sempre il 1° Aprile.