Archivi tag: sindaco di matera

Ma che ci fa Zetema a Taranto?

Giunge in redazione (!) la segnalazione di una vicenda alquanto singolare che riguarda la strana commistione tra pubblico e privato, tra fondazioni e fatturazioni, tra dossier e collaborazioni esterne che riguardano la “nostra” (si fa per dire) fondazione Zetema, già nota ai lettori di questo blog, e certamente a tutti i cittadini materani, essendo la fondazione “di famiglia” del nostro sindaco Raffaello De Ruggieri.

Sul Quotidiano di Puglia di oggi, venerdì 6 novembre, il vicepresidente del Consiglio Comunale di Taranto, Adriano Tribbia, denuncia che il dossier preparato per la candidatura al titolo di Taranto quale “Capitale Italiana della cultura 2016” (titolo vinto poi da Mantova qualche giorno fa) riporta uno stralcio di un articolo del tutto contrario allo spirito del dossier stesso.

tw

Una bella gaffe, insomma. Come se uno studente universitario scrivesse una tesi citando un articolo che la smentisce, addirittura la ridicolizza, e lo facesse senza rendersene conto, pensando che invece la sostenga. Il professore lo boccerebbe, e addio laurea.

L’articolo citato e copiaincollato nel dossier tarantino è questo, pubblicato inizialmente sul Venerdì di Repubblica dell’11/09, dal titolo non proprio edificante: “il supermercato del passato tra Disneyland e folklore”. Nell’articolo, in sostanza, si denuncia appunto l’uso folkloristico della storia a fini turistici e di cassa. E nel caso di “Taranto città Spartana” si critica anche il Ministro Franceschini, che invece questa visione la incoraggia. Visione che però è alla base del dossier di candidatura di Taranto a capitale italiana della Cultura…

Ma cosa c’entra la materana Fondazione Zetema in tutto questo? E’ presto detto. Nell’articolo di oggi del Quotidiano di Puglia l’assessore tarantina Vozza, tentando di giustificarsi e ripondere alla critiche a lei rivolte, dice che “l’elaborazione del dossier, non avendo risposto nessuno al bando, è stata affidata alla Zètema di Matera, che ha elaborato anche il progetto per Matera Capitale europea della Cultura per il 2019“.

COME COME? Zetema ha elaborato il dossier per Matera 2019? Ma se De Ruggieri è stato tra i più accaniti critici del dossier, arrivando a rassegnare le dimissioni dal comitato scientifico della Fondazione Matera-Basilicata 2019, in aperta polemica con il percorso pur vincente del “nostro” dossier, e aprendo di fatto la campagna elettorale tutta giocata contro la passata amministrazione! I materani avranno infatti ancora nelle orecchie l’eco delle parole di fuoco pronunciate dall’allora candidato De Ruggieri contro i promotori di quel percorso, ex sindaco Adduce in testa, quando sembrava che fosse stato tutto sbagliato e Matera avesse vinto solo grazie ai Sassi e ad una bizzarra e irripetibile congiunzione astrale… Ora il sindaco si vanta, fuori dalle mura cittadine, di esserne stato l’autore, per mezzo della “sua” Fondazione? No scusate, qui c’è qualcosa che non quadra. Sarà il caso di approfondire. E le sorprese infatti non finiscono qui.

Il dossier di candidatura di Taranto – scaricabile qui – a Capitale Italiana della cultura 2016 (concorso che assegnava oltre al titolo, anche un milione di euro da parte del Ministero, mica bruscolini) riporta la collaborazione con la Fondazione Zetema, che quindi presumibilmente (stando alle dichiarazioni dell’assessore alla cultura di Taranto) lo ha materialmente redatto, errore di citazione compreso. Ma l’errore è comunque scusabile. lo stesso dossier riporta infatti la lettera di offerta di collaborazione della Fondazione Zetema al Comune di Taranto, firmata da De Ruggieri in veste di presidente:

tw

La cosa strana è che la lettera è datata 14/09. Il dossier è del 15/09. Zetema ha dunque redatto in meno di 24 ore il dossier tarantino? Beh se è così lo ha fatto davvero in fretta e furia. Non poteva certo badare troppo alla bontà e qualità delle fonti. Errore giustificato.

Ma come nasce la collaborazione tra Zetema e Taranto? Non lo sappiamo. Sappiamo però che il Comitato promotore di Taranto capitale della cultura, che ha redatto il primo dossier di candidatura, quello che permise a Taranto di entrare tra le 10 città finaliste, viene ad un certo punto escluso dal continuare il percorso, quando si trattò di stilare il secondo e decisivo dossier. Ad agosto scorso, infatti, il Comune di Taranto, secondo quanto riportato in questa nota polemica dello stesso comitato promotore, indisse un bando, andato deserto. Bando deserto di cui, ricorderete, parla anche l’assessore alla cultura, rivelando che successivamente l’incarico fu affidato a Zetema, definito nel dossier (redatto dalla stessa Zetema) “braccio operativo” delle iniziative connesse a Matera Capitale della Cultura in Europa per l’anno 2019. Il che non è nemmeno vero, perché qui a Matera – fortunatamente, c’è da dire, visti gli opposti esiti delle due candidature, Matera e Taranto – il braccio operativo è proprio la Fondazione, che ad un certo punto sembrava invece dovesse essere smantellata sotto la scura punitrice dell’amministrazione De Ruggieri, dopo essere stata pesantemente messa sotto accusa. Non si capisce bene di cosa, avendo vinto il concorso Ecoc, permettendo a Matera di incassare tanti dindini insperati…

Ma De Ruggieri non arriva mica impreparato alla sfida di preparare un dossier per Taranto in 24 ore: il 10 settembre, ricorderete, il Comune di Matera e il Comune di Taranto firmano un protocollo con il quale di fatto La Capitale Europea della Cultura 2019 “sponsorizza” Taranto nella corsa a Capitale italiana. Il dossier tarantino riporta il protocollo, a firma, ovviamente, dello stesso De Ruggieri, questa volta però in veste di Sindaco e non di Presidente della Fondazione Zetema (veste con la quale ha firmato invece la collaborazione per la redazione del dossier).

tw

Al sesto piano di via Aldo Moro dev’esserci uno stanzino nel quale il sindaco può, a seconda della bisogna, indossare i panni di sindaco, di presidente di Zetema, di sfasciatore di Capitali, eccetera eccetera…

Insomma un gran bel casotto, con commistione di ruoli pubblici e semi-pubblici (ma che noi sappiamo essere abbastanza privati, visto che il ruolo di componente del CDA di Zetema viene tramandato per successione agli eredi della famiglia De Ruggieri, e gli altri membri sono in maggioranza di associazioni culturali a lui vicine), ancora più inquietanti se si riflette sul fatto che il bando andato poi deserto staccava un assegno di 90.000 euro a chi se lo fosse aggiudicato. Quanto ha incassato invece Zetema con procedura (immaginiamo) di affidamento diretto? E solo quattro giorni dopo che il sindaco di Matera ha “casualmente” “abbracciato” la causa tarantina?

All’uscita della notizia dell’abbraccio tra Matera e Taranto, commentai subito che fosse quantomeno inopportuna. Non potevo certo sapere cosa c’era dietro. In verità non lo so nemmeno adesso, ma tracciando una linea tra date e fatti, posso effettivamente immaginarlo. E non ne viene fuori una bella immagine, diciamo, per la nostra città.

tw

La mia riflessione finale è che c’è comunque solo da rallegrarsi che DR e company siano stati tagliati fuori dalla redazione del dossier di Matera Capitale della Cultura (in verità si sono messi da parte da soli): visto l’esito infausto del concorso tarantino, che ha visto la partecipazione attiva e “illuminata” della Fondazione Zetema, che a Matera millantava di sapere bene cosa andava fatto e cosa invece no, mentre Adduce, Verri, il Comitato 2019 e il web team stavano sbagliando tutto, magari oggi De Ruggieri sarebbe lo stesso sindaco. Ma di una cittadina di provincia del Sud Italia. Non certo di una capitale europea.

P.S.: il nostro blog è come sempre aperto e disponibile ad ospitare repliche e precisazioni.

AGGIORNAMENTO: Prendiamo atto della nota del sindaco che in verità pur precisando che l’incarico assunto dalla Fondazione Zetema avrebbe avuto carattere gratuito, rivela un palese conflitto di interesse nella parte in cui il sindaco di Matera arriva a minacciare l’incrinatura dei rapporti tra la città di Matera con la città di Taranto in virtù degli scazzi privati tra l’assessore alla cultura di Taranto e la Fondazione Zetema. La vicenda conserva dunque intatta la sua (negativa) valenza politica.

Annunci

Altro che Pesce d’Aprile: scendiamo in campo davvero!

image

Alcuni hanno preso il comunicato di qualche giorno fa come un Pesce d’Aprile.

Certo, il giorno scelto per la sua diffusione non era dei più felici; può aver in qualche modo contribuito a generare l’equivoco anche il fatto che tra i tag il pesce era inequivocabilmente dichiarato…

tw

Ciò nonostante, il solo passaparola ha generato migliaia di visualizzazioni, centinaia di condivisioni, decine di contatti, alcuni letteralmente entusiasti, che ci onorano e ci gratificano.

Tuttavia il nostro intento era molteplice: stemperare la tensione di una campagna elettorale già rovente, che ha messo a segno già diversi colpi bassi, e che desideriamo invece affrontare con serenità, parlando di noi, delle nostre scelte, delle nostre idee e della nostra città; ma anche sondare il terreno di quanto il nostro impegno, finora, avesse positivamente seminato.

Riteniamo che il nostro gruppo abbia bisogno di crescere. Che le nuove generazioni che si sono affacciate alla politica vadano spinte ad impegnarsi, a studiare, a mettere il loro entusiasmo e la loro indipendenza nella gestione della cosa pubblica.

Di fronte a questa necessità, a questo obiettivo, abbiamo finalmente trovato un Partito aperto e disponibile, e desideriamo coglierne l’occasione. Un’occasione che, con il nostro carico di indipendenza e ci auguriamo anche di qualità, ci siamo faticosamente cercati e creati.

Misureremo quindi una squadra di giovani potenziali amministratori, candidati a consigliere comunale nelle liste a sostegno di un solido ed aperto progetto di centro sinistra, che parta da quanto già conquistato finora dalla città, per difenderne il valore dall’assalto dei soli noti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità e la trasparenza dei processi che ci accompagneranno verso l’appuntamento più importante della nostra generazione, quella di Capitale Europea della Cultura.

Un’occasione troppo importante per poter essere messa in ombra da interessi di parte, o dalle nostre singole ambizioni. Un’occasione che, se eleggeremo una classe dirigente capace e lungimirante, potrà avere positivi riflessi non soltanto su Cultura e Turismo, ma fungere soprattutti da attrattore di investimenti pubblici in infrastrutture, sulle quali siamo palesamente e storicamente in grave ritardo, e di investimenti privati in settori più tradizionali.

I nostri amici Stefano Fraccalvieri, Simona Iacovone, Carlo Berardi hanno già dato disponibilità all’impegno, e sono già al lavoro per portare il nostro progetto in tutte le case materane. Provando a spiegare a ciascuno dei nostri concittadini l’importanza fondamentale che un Consiglio Comunale formato da uomini e donne capaci ed indipendenti riveste per il nostro immediato futuro.

Sosteneteci, seguiteci, vogliateci bene. Porteremo avanti il senso comune del nostro impegno: apertura, trasparenza, comunicatività. E i nostri valori. Quelli di una generazione sempre tagliata fuori da un percorso di crescita personale e collettiva, e da un futuro che vogliamo riprenderci.

Poi, tra cinque anni, sarà il 2020.

E non è detto che sia sempre il 1° Aprile.

Link

tw

L’elezione di Mattarella a Presidente della Repubblica ci restituisce un Partito Democratico unito, un centrodestra diviso, ali più o meno dichiaratamente anti-sistema ininfluenti e sempre (per loro discutibilissima scelta) fuori dai giochi.

Ma soprattutto il confronto con il 2013 è impietoso: la ricerca di una mediazione continua, logorroica, minuziosa e particolareggiata, da parte degli allora vertici del Partito Democratico mandò in tilt il sistema, tanto da doverlo resettare e tornare al punto di partenza, con la rielezione di Napolitano.

Al di là del curriculum del nostro Presidente, che lascia aperte le porte della speranza di un cambiamento di stile e di merito, ma le cui capacità saranno giudicabili soltanto dal modo in cui effettivamente gestirà il suo ufficio, è indiscutibilmente una vittoria di Matteo Renzi.  E forse il segno che un certo tasso di decisionismo manageriale, se la decisione è giusta e incontra subito il favore di tutti, può accelerare e semplificare i processi, saltando e “asfaltando” gli inevitabili distinguo, i rilievi marginali, i “sì, ma, però” e il benaltrismo, i rituali barocchi di cui è infarcita la nostra politica, e sui quali è piantato e fermo l’intero Paese.

Credo quindi ci sia molto da riflettere. E credo abbiamo molto da riflettere anche in Basilicata; e soprattutto all’interno del Partito Democratico. Che della trattativa ad oltranza su decisioni di metodo e di merito ha fatto il suo tratto distintivo, scavando sempre più profondamente il solco che lo separa dal sentire comune.

La designazione del candidato sindaco del centrosinistra al Comune di Matera sta ad esempio tenendo banco nel dibattito cittadino. Eppure ad oggi c’è un solo candidato in campo, anche guardando oltre il nostro perimetro; a favore o contro il quale si sprecano inchiostro e voce. E’ uno stillicidio che non ci possiamo permettere, forti anche della esperienza a livello regionale: la ricerca del miglior punto di equilibrio a tutti i costi, ha portato piuttosto a maggiori squilibri, rancori, promesse di rivincite. E ingessato e paralizzato l’azione politica. Basti pensare che dal giorno della sua elezione, il Segretario regionale ha convocato solo una volta l’Assemblea Regionale, e non vi è ancora ombra di una Segreteria. Alla faccia del metodo nuovo, partecipato, del rovesciamento della piramide, sbandierato e propagandato anche dai più giovani sostenitori di questo “nuovo” corso, e al quale non ho, non abbiamo, mai creduto, attendendo di vederlo piuttosto realizzato.

A Matera dobbiamo essere differenti, e in parte già lo siamo. Anche perché il nome del candidato è il meno. Ci interessano di più le idee sullo sviluppo della città; la freschezza delle liste che sosterranno il progetto; la preparazione della nuova classe dirigente; il perimetro dell’area che sosterrà il nostro progetto; l’azione di pulizia e allontanamento verso chi in questi anni ha lavorato più per crearsi spazi personali che per concretizzare obiettivi condivisi.

La partita del candidato sindaco si giochi qui.

Dimostriamo di essere autonomi, di essere capaci, di essere responsabili; di saper fare lavoro di squadra; di metterci tutti a disposizione del lavoro che, se ben impostato e condotto, segneranno i cinque anni più importanti della nostra storia. E di saper presto e bene sciogliere il primo nodo della lunga strada che ci porterà al 2019.

Altrimenti il rischio è di sprecare, ancora una volta, l’ennesima buona occasione.

Conosco il nome del futuro sindaco di Matera

Oggi ho vissuto un’avventura straordinaria. Mentre con il mio amico Stefano percorrevo la Basentana alla velocità di 88 miglia orarie, il display sul custrotto della De Volvean ha cominciato a girare all’impazzata.

Stavamo parlando delle elezioni amministrative del 2015 e, caso strano, siamo stati catapultati proprio nel 2015, con tanto di fuoco e saette dal posteriore (della macchina).

Rientrati fortunosamente dopo mille peripezie nel 2014, siamo a conoscenza del nome del futuro sindaco di Matera.

Naturalmente, non possiamo rivelarlo, perché causerebbe un paradosso temporale il cui risultato potrebbe provocare una reazione a catena che scomporrebbe la tessitura del continuum tempo-spazio, distruggendo l’intero Universo.

O quantomeno, l’intera (futura) Capitale.

Ma una cosa ve la possiamo rivelare: saranno cazzi vostri. Mettetevi in salvo.

#iovelhodetto

#sischerza

#matera2015 #matera2019 #ecoc2019